S. Teresa Riva. L’amministrazione De Luca ha rinunciato all’ufficio del Giudice di pace

S. TERESA DI RIVA  – L’amministrazione comunale ha deciso di rinunciare all’ufficio del Giudice di pace. Troppo onerose le spese per la gestione: oltre all’utenze e alla manutenzione, il Comune si sarebbe dovuto fare carico anche del personale. Senza l’aiuto dei Comuni del mandamento (Furci, Sant’Alessio, Casalvecchio, Forza d’Agrò e Savoca), il sindaco Cateno De Luca – che si era detto pronto ad accollarsi solo il 50% delle spese – ha deciso di inviare al ministero la revoca dell’istanza di mantenimento. Il prossimo autunno, quindi, l’ufficio sarà chiuso. Fino al 29 ottobre, a meno di ulteriori novità, il servizio sarà garantito dal personale distaccato da Messina. L’area finanziaria del Comune di S. Teresa aveva quantificato in 160mila euro circa l’ammontare delle spese annue per tenere in vita l’ufficio. Ma l’amministrazione aveva fatto sapere che sarebbero serviti altri 510mila euro per sottoporre l’edificio dell’ex Pretura ad un accurato intervento di manutenzione. Una cifra che ha fatto letteralmente scappare gli altri sindaci del mandamento. Il Comune di Furci, nei giorni scorsi aveva inviato una nota a De Luca per manifestare la «oggettiva difficoltà a poter adottare un atto di Giunta per confermare il mantenimento dell’ufficio del Giudice di pace presso la sede di S. Teresa con la contestuale assunzione di impegno finanziario relativo alla partecipazione alle spese di manutenzione e gestione, stante anche la difficoltà a redigere il bilancio di previsione 2014». Il Comune furcese avrebbe potuto partecipare alle spese «esclusivamente prendendo l’impegno di assegnare all’ufficio del Giudice di pace un proprio dipendente di ruolo». Troppo poco rispetto a quanto richiesto.

(Nella foto, l’edificio dove era ospitato l’ufficio del Giudice di pace)

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