S. Teresa. Gestione fallimentare, l’Amministrazione lascia l’Unione dei Comuni

S. TERESA DI RIVA – La permanenza di S. Teresa nell’Unione dei Comuni Valli Joniche e dei Peloritani potrebbe avere le ore contate. Del resto, la volontà dell’amministrazione di lasciare l’ente sovracomunale è ormai chiara ed è stata ribadita nel corso dell’ultima riunione del Consiglio comunale, quando il gruppo di maggioranza ha presentato una mozione, poi trasformata per ragioni tecniche in atto di indirizzo, in merito alla fuoriuscita da un sodalizio che non è mai realmente decollato. La delibera di recesso è in fase di predisposizione e sarà presto portata all’esame dell’aula, come confermato dal presidente del Consiglio, Danilo Lo Giudice: «Credo che andrà all’ordine del giorno della seduta successiva a quella già fissata per lunedì». In attesa di conoscere sull’argomento la posizione di una sempre più impalpabile minoranza, inequivocabile appare invece la bocciatura dell’Unione sancìta dalla maggioranza. Secondo i consiglieri, nessuno degli obiettivi programmatici fissati dallo statuto dell’Unione è stato raggiunto. Tutto ciò nonostante nel corso degli anni siano stati erogati dal governo nazionale e regionale contributi per circa 5 milioni di euro. L’Unione avrebbe dovuto apportare miglioramenti sotto il profilo della gestione dei servizi in forma associata, assicurandone l’efficienza e una maggiore economicità. Ma in termini pratici i risultati non sono arrivati. L’apice del fallimento, a parere del gruppo “Libera S. Teresa – Sicilia Vera”, è stato rappresentato dalla costituzione della “Società per lo sviluppo delle Valli Joniche e dei Peloritani”, sul cui operato sarebbero scaturite anche delle inchieste giudiziarie. La maggioranza ha quindi chiesto al sindaco Cateno De Luca e all’amministrazione di «porre in essere tutti gli atti utili e necessari per predisporre il recesso dall’Unione dei Comuni delle Valli Joniche e dei Peloritani».
Per farlo, però, non è rimasto molto tempo, visto che in base allo statuto «gli effetti del recesso decorreranno dall’esercizio finanziario successivo alla comunicazione del recesso, che comunque deve avvenire entro il 30 giugno».

(Nella foto, Cateno De Luca)

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