Furci. In Consiglio primo passo per la vendita dell’area dell’isola ecologica

FURCI SICULO – Il Consiglio comunale ha approvato la variante al Piano per gli insediamenti produttivi a carattere artigianale di via Cesare Battisti. Il provvedimento rappresenta il primo passo verso la dismissione dell’Isola ecologica. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è quello di vendere l’area, di circa mille metri quadrati, che sorge nel cuore della zona artigianale. Una stima non è stata ancora fatta, ma l’Ente locale dovrebbe incassare non meno di 110mila euro. Il percorso tuttavia non è breve. E intanto bisogna avere la certezza che il bene è alienabile. Nell’Isola ecologica da anni vengono stoccati i beni durevoli che l’Amministrazione provvede a far raccogliere con uno specifico servizio. I cittadini fanno richiesta in Municipio e lasciano davanti all’abitazione il «rifiuto» di cui disfarsi: divani, suppellettili, mobili, lavatrici, televisori, pc e così via. A portarli via ci pensano gli operai e i mezzi del Comune. Nei mesi scorsi l’Isola ecologica è stata bonificata. «Se riusciremo a vendere l’area – spiega l’assessore all’Igiene, Saverio Palato – l'”Isola” sarà spostata a monte della frazione Calcare, presso il Centro comunale di raccolta».
Intanto monta la protesta per la decisione dell’Amministrazione di inserire nell’atto costitutivo dell’Aro (il nuovo Ambito territoriale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che vede Furci consorziato con Roccalumera, Pagliara e Mandanici) un centro di stoccaggio degli ingombranti presso l’Autoparco municipale. L’ex sindaco, Bruno Parisi, è intervenuto con una dichiarazione per esternare «massimo disaccordo su una decisione che rischia di trasformare l’autoparco in una sorta di discarica a cielo aperto di rifiuti durevoli. A pochi metri di distanza – aggiunge – sorge un complesso residenziale, non mi sembra affatto una buona idea». Immediata la replica dell’assessore all’Igiene, Saverio Palato: «Intanto, nell’imminenza non accadrà nulla. Abbiamo solo indicato nel Piano Aro un punto di stoccaggio comunale, individuandolo in un capannone retrostante l’autoparco. Va poi precisato che si tratta di rifiuti ingombranti, che non sono dannosi alla salute e non ammorbano l’aria. Inoltre – aggiunge Palato – quello è solo un luogo transitorio, perché raccolta una certa quantità di ingombranti, saranno trasferiti al Ccr (Centro comunale di raccolta) che sorge nella frazione collinare di Calcare».

 

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