Alì Terme. Rete civica fantasma, l’argomento sarà discusso in consiglio comunale

ALI’ TERME – Si parlerà di Rete civica fantasma il prossimo 14 maggio in consiglio comunale, convocato alle ore 18 dal presidente Lorenzo Grasso (nella foto) su richiesta del gruppo d’opposizione ”Costruiamo futuro”. La vicenda, dunque, sarà approfondita in sede istituzionale. E questo dovrebbe dare la possibilità anche ai cittadini di conoscere i risvolti di una storia che continua a far parlare non solo ad Alì Terme ma pure negli altri otto paesi del comprensorio ionico che dovevano fruire, fin dal 2007-2008, del portale di cui non si è vista mai traccia su Internet. Per realizzarla, l’amministrazione di Alì Terme di quel periodo a guida del sindaco Lorenzo Grasso e attuale presidente del Consiglio, ha speso oltre 550 mila euro. Soldi concessi dalla Regione ma provenienti dalle casse della Comunità europea. Stando ai quattro consiglieri d’opposizione, il Consiglio è stato però convocato con molto ritardo rispetto alla data di richiesta avanzata dalla stessa minoranza consiliare il 9 aprile aprile. Nella sostanza, sostiene sempre l’opposizione, Grasso, stando all’art. 26 del regolamento comunale, avrebbe dovuto riunirlo in un termine non superiore ai venti giorni, il che significa entro la fine di aprile. Così non è stato e per questo motivo, l’opposizione aveva indirizzato sette giorni addietro una nota al prefetto. ”Comunque, lontano da noi l’idea di ostruzionismo – dice Grasso – tanto è vero che mi sono attivato da subito, dando disposizioni per predisporre gli atti. Lo slittamento del Consiglio – evidenzia – è dovuto più semplicemente ad un fatto tecnico, nel senso che i consiglieri di maggioranza e il sindaco dovevano meglio approfondire l’argomento relativo alla Rete civica per evitare di trovarsi impreparati in aula. Tutto qui. Se poi si vuole ricamare su questa questione non è affare che mi riguarda”. E a proposito della mancata attivazione nel 2008 della Rete, il presidente del Consiglio Grasso, taglia corto: ”Quando tutto era già pronto e a lavori collaudati – sostiene – abbiamo avuto difficoltà economiche per metterla on line. Un problema non solo nostro ma anche degli altri otto Comuni parteners. Non ci sono state altre ragioni. Assieme al sindaco risponderemo in aula agli interrogativi che ci verranno posti. Non c’è nessun mistero o scandalo. Finora sono state sollevate – ha chiuso il presidente – solo ipotesi”. Fino a prova contraria, non c’è motivo di mettere in dubbio la parola di Grasso. Una cosa è certa: tra otto giorni se ne saprà di più. E solo da quel momento in poi la discussione potrebbe essere destinata ad essere affrontata e approfondita in sede non politica.

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