Alì Terme. Lo scandalo Rete civica, appello dei consiglieri di minoranza al Prefetto: ”Faccia convocare il Consiglio”

ALI’ TERME – Esce dai confini municipalistici la vicenda della Rete civica fantasma costata oltre 500 mila euro ma che nessuno dei cittadini dei nove Comuni che avrebbero dovuto fruirne ormai da 7 anni ha mai potuto utilizzare, per il semplice motivo che non c’è stata mai traccia su Internet. Capofila dell’intesa e beneficiario del finanziamento europeo, l’amministrazione comunale di Alì Terme, a quel tempo guidata dal sindaco Lorenzo Grasso (nella foto) che, attualmente, ricopre l’incarico di presidente del Consiglio di Alì Terme. E ieri, con una nota indirizzata al prefetto, Stefano Trotta, al sindaco, Giuseppe Marino, e allo stesso Grasso, i consiglieri d’opposizione ”Costruiamo futuro”, lamentano la mancata convocazione del Consiglio da loro richiesta per discutere la spinosa questione. I quattro rappresentanti della minoranza, Agata Di Blasi, Nino Melato, Laura Tringali e Teresa Vittiglio, auspicano l’autorevole intervento del prefetto ”affinché ad Alì Terme siano ripristinate le prerogative consiliari oggetto di lesione e le elementari regole di partecipazione, trasparenza e legalità”. Nell’appello al rappresentante del Governo, si legge che lo scorso 9 aprile, ”con istanza recante protocollo n. 25167, indirizzata al presidente del Consiglio e al sindaco, hanno chiesto la convocazione dell’assise, prevedendo come punto all’ordine del giorno la trattazione dell’argomento ‘La mancata attivazione della rete civica comunale web. Alla data odierna, sono decorsi i termini previsti dall’art. 26 del regolamento del consiglio comunale di Alì Terme n. 82 del 24 novembre 1994, il quale prevede che un quinto dei consiglieri può richiedere al presidente la convocazione del Consiglio, che deve essere riunito obbligatoriamente in un termine non superiore ai venti giorni. Invece l’assise comunale, che rappresenta il momento più alto e significativo di dialogo, dibattito e confronto politico, non solo non si è tenuta, ma non è neppure stata convocata”. Nella nota al prefetto viene poi fatto rilevare che Grasso ha ignorato completamente la richiesta di convocazione perché ”avrà probabilmente ritenuto – scrive la minoranza – di poter agire con discrezionalità e di poter disattendere a un obbligo previsto e tutelato dalle norme vigenti”. Nella lettera della minoranza consiliare si legge ancora: ”Oltre a denunciare a S. E. il prefetto la mancata convocazione del Consiglio nei termini di legge, esprimono tutta la loro indignazione e amarezza per la mancata attenzione da parte dei nostri amministratori verso problematiche di fondamentale importanza per la comunità, qual è appunto quella della mancata attivazione della rete civica comunale web che avrebbe dovuto mettere in rete i servizi di nove comuni della riviera ionica e il cui progetto sarebbe costato alla Comunitò Europea circa 500 mila euro”.

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