Alì Terme. Scandalo Rete civica, il vicesindaco di Scaletta Avigliani: ‘Spreco di soldi pubblici’

ALI’ TERME – Era e rimane un mistero la mancata attivazione su Internet della Rete civica del costo complessivo di 592mila euro che doveva essere fruita dalle comunità di Alì Terme (comune capofila), Alì, Fiumedinisi, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera e Scaletta Zanclea. Dall’incontro di ieri tra gli amministratori dei Comuni aderenti, voluto dal sindaco di Alì Terme, Giuseppe Marino, non è stata infatti messa la parola fine anche se pare ci sia stata un’ammissione di ”colpe”. Unica certezza che rimane è quella che la Rete, seppur completata e collaudata sette anni fa, non è stata mai messa su Internet. Il maggiore ”indiziato”, relativamente ad eventuali negligenze, rimane comunque il comune capofila Alì Terme. Questo è trapelato dalla riunione svoltasi a porte chiuse nell’ufficio del sindaco Marino. Infatti non sono stati ammessi nè il cronista ma neppure i consiglieri di minoranza Agata Di Blasi e Nino Melato, che avevano chiesto al presidente del Consiglio, Lorenzo Grasso, di partecipare in qualità di osservatori. ”No, perché l’incontro è riservato ai sindaci”, la risposta di Grasso. Si è quindi discussa la questione-Rete civica come se fosse un affare di famiglia, privato. Insomma, nella circostanza la trasparenza è stata gestita come fosse un optional. Alla riunione erano presenti i sindaci di Pagliara, Domenico Prestipino, e Fiumedinisi, Alessandro Rasconà, il vicesindaco di Scaletta Zanclea, Gabriele Avigliani e quello di Itala, Giovanni Faudale Foti, il consigliere di Roccalumera, Cosimo Cacciola, l’assessore di Nizza Sicilia, Francesco Santisi. Assenti i rappresentanti di Mandanici e Alì. Dall’incontro, come detto, un nulla di fatto riguardo alla mancata attivazione on line della Rete ma solo esibizione di carte e spiegazioni ripetitive. A tenere il pallino della discussione il presidente del Consiglio di Alì Terme, Grasso, sindaco al tempo della progettazione e realizzazione della Rete, e l’attuale Rup Benedetto Falcone. Su quanto detto dopo quasi due ore di colloqui, si può sintetizzare con la dichiarazione rilasciataci a fine lavori dal vicesindaco di Scaletta, Avigliani: ”Ci troviamo di fronte ad uno spreco di denaro pubblico, non c’è dubbio alcuno. Il fallimento del progetto – ha evidenziato Avigliani – va addebitato all’amministrazione comunale di Alì Terme di quel tempo che, essendo comune capofila, doveva essere più vigile e attenta”. Il vicesindaco si è soffermato poi sulla quota parte che Scaletta, come gli altri comuni aderenti all’intesa, dovrebbe rimborsare ad Alì Terme che continua a mantenere una linea Fastweb dedicata alla Rete civica: ”Non intendiamo regalare soldi a nessuno – ha evidenziato Avigliani – per un servizio di cui non abbiamo mai fruito, che non esiste. Comunque, l’intera questione la sottoporremo ai nostri legali”. Uno scandalo che continua a fare parecchio ”rumore” e che sarà con tutta probabilità oggetto di approfondimento e valutazione in altre sedi.

(Nella foto Lorenzo Grasso, presidente del consiglio comunale di Alì Terme)

Leave a Response