Alì Terme. Scandalo Rete civica web, ”vertice” di sindaci lunedì prossimo

ALI’ TERME – Continua a muovere il dibattito politico lo scandalo, perché di questo ormai bisogna parlare, a meno che non si preferisca ricorrere ad un eufemismo, della Rete civica ”fantasma”, tale perché nessuno l’ha mai potuta utilizzare in quanto non è stata mai inserita su Internet. A voler tornare sull’argomento è il sindaco, Giuseppe Marino, che ha convocato per lunedì prossimo, alle 16, nella sala consiliare di Alì Terme gli attuali otto sui colleghi di Alì, Fiumedinisi, Itala, Mandanici, Nizza di Scilia, Pagliara, Roccalumera e Scaletta Zanclea. Comuni, questi, che fanno parte dell’intesa raggiunta nel 2005 con quello di Alì Terme per poter realizzare la Rete civica on line. Ma dove vuole andare a parare Marino? Per saperlo bisognerà aspettare altri tre giorni. A tempo della predisposizione delle prime carte propedeutiche alla realizzazione della Rete, Marino ricopriva la carica di assessore nella Giunta del sindaco Lorenzo Grasso, attuale presidente del Consiglio. Come si legge nella nota, due i punti da trattare lunedì: ”stato di fatto del Progetto rete civica ”Nisi Valley” e ”regolarizzazione delle quote dovute per l’abbonamento alla linea SHDsl Fastweb”. Ma ci sarà anche spazio per altri eventuali chiarimenti. Marino, in qualità di rappresentante del Comune capofila della Rete, rivolgendosi ai suoi colleghi sindaci, scrive che si ”vedrà costretto ad avviare ogni e/o opportuna azione, anche di carattere giudiziario, tesa al recupero delle somme sino ad oggi anticipate, nonché a valutare la fuoriuscita dei Comuni non presenti all’incontro” dal progetto ”Nisi Valley”. Due aut-aut, questi di Marino, che certamente non saranno graditi, soprattutto quello riguardante la quota parte che ogni Comune dell’intesa è chiamato a pagare a Fastweb ma che nessuno di loro continua a non pagare da anni. Perché questa inadempienza? Semplice la risposta degli otto sindaci: non intendiamo sborsare un centesimo per un servizio che, di fatto, non c’è mai stato e che, addirittura, doveva ”sbarcare” su Internet ben 7 anni fa. E durante l’incontro, inevitabilmente, ci sarà chi rivolgerà a Marino ”la madre di tutte le domande”: perché la Rete rimane un ”oggetto sconosciuto” e quali sono stati i motivi che hanno impedito fino ad oggi di attivarla su Internet? Ed ancora, come mai nessuno prima d’ora ha parlato di Rete civica, ma lo ha fatto solo da una ventina di giorni da quando cioè la notizia è rimbalzata sugli organi di stampa? Alla gente questo interessa e non certamente il ”percorso” che hanno fatto le carte per predisporre la Rete del costo complessivo di circa 592 mila euro a baste d’asta. Quella di mercoledì prossimo ad Alì Terme si annuncia, quindi, una riunione interessante perché, e su ciò non c’è dubbio alcuno, nessuno degli attuali otto sindaci dei comuni dell’intesa-Rete intende rimanere invischiato in una vicenda che a loro, tutto sommato, poco interessa. Se ci sono eventuali responsabilità o negligenze, queste, dicono gli amministratori comunali, non ci riguardano assolutamente. E lunedì sarebbe anche importante conoscere il ruolo svolto negli ultimi sette anni dal comune capofila Alì Terme, affinché si possa capire una volta per tutte a chi competeva garantire che la Rete venisse inserita su Internet e far rispettare con atti ufficiali ai Comuni partner gli impegni presi. Infine, non è escluso che nel ”dibattito” intendano intervenire anche gli ex sindaci che hanno seguito dall’inizio l’iter della Rete civica. E in questo caso la questione potrebbe essere approfondita in altre sedi.

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