Nizza Sicilia. L’artista dimenticato, il 50. anniversario della morte di Salvatore ”Tore” Edmondo Calabrò che modellò la Madonnina del Porto di Messina

NIZZA DI SICILIA – E’ passato alla storia per aver modellato negli anni ’30 la statua della Madonna della Lettera del porto di Messina e quella di Cristo Re, sulla scalinata d’ingresso del sacrario militare messinese. Sono indubbiamente tra le opere più note a Messina ma dell’artista rimangono altre importanti e innumerovoli testimonianze scultoree, pittoriche e affreschi, anche nei paesi della provincia messinese e all’estero, in Argentina. Un vero patrimonio, insomma. Ma questo artista, come spesso accade per altri, rimane nell’ombra. Salvatore Edmondo Calabrò, conosciuto anche con il nome d’arte ”Tore”, ma anche di ”Turiddu” per i suoi coetanei nizzardi di quel tempo. Terzo di sei figli nati dal matrimonio di Antonino Calabrò con Anna Barbera, era nato a Nizza di Sicilia il 26 maggio 1891 e morì a Messina all’età di 73 anni, il 25 agosto 1964. Tra pochi mesi il 50. anniversario della sua scomparsa. A Nizza, assieme al fratello Oreste, apprese nel laboratorio del padre, maestro marmista, i primi rudimenti dell’arte dello scolpire. Poi si laureò in architettura a Messina e lì, al suo rientro definitivo dall’Argentina dove era emigrato, nel 1925 aprì ”bottega” in via Aurelio Saffi. Nei camposanti di Messina e Nizza sono numerosi i monumenti e le statue realizzate da ”Tore”. Meriterebbe una giusta e concreta testimonianza Salvatore Edmondo Calabrò, con l’intitolazione di una strada o piazza, di un premio da assegnare annualmente a meritevoli giovani artisti. Il sindaco di Nizza Sicilia, Giuseppe Di Tommaso, stavolta ha preso l’impegno di allestire il prossimo 25 agosto una mostra di alcune opere di ”Tore” nella Galleria d’arte moderna. A Di Tommaso abbiamo strappato la promessa d’intitolare una via di Nizza al suo famoso concittadino: ”Ci avevamo, comunque, già pensato – dice Di Tommaso -. Il mio impegno nell’immediato è quello di rivedere la toponomastica per scegliere uno spazio adeguato e degno della figura dell’artista per cui ritengo che entro quest’anno potremmo già definire la questione”. Nizza, dunque, non dovrebbe far passare inosservato il 50. anniversario della morte di ”Tore”. Non sembra invece così a Messina, città di adozione dell’artista. E sarebbe imperdonabile. Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, che sappiamo sensibile agli eventi culturali, potrebbe attivarsi allestendo una pur semplice iniziativa ma prendendo anche in considerazione la possibilità di dedicare una strada della città allo scultore di Nizza Sicilia. Importante, in ogni caso, è rendere omaggio a ”Tore”, non foss’altro perché figlio illustre di questo lembo di Sicilia. La statua della Madonnina del porto di Messina consentì a Salvatore Edmondo Calabrò di ottenere apprezzamenti e un momento di notorietà anche al di fuori dei confini nazionali, culminato a Messina durante la cerimonia del 12 agosto 1934 per l’inaugurazione della Madonnina da lui modellata e che fu illuminata con il sistema delle onde radio ideato da Marconi che permise a Papa Pio XI di attivare l’impianto elettrico direttamente da Castel Gandolfo. Da quel momento, a ”Tore” furono ”commissionati da privati ed enti pubblici ritratti ad olio, paesaggi, busti di marmo e monumenti di grande impegno”. Di ”Tore”, la nipote Aurora Albert Calabrò, scrive nel suo volume: ”E finché vi sarà un solo bambino, che attraversando lo Stretto di Messina sopra un ”ferry-boat” potrà additare con meraviglia la sagoma della Madonnina del Porto, lo spirito dell’artista che la creò rivivrà in essa come per un prodigioso incanto”. Questo era è rimane Salvatore ”Tore” Edmondo Calabrò.

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