Alì Terme. Il ”mistero” della Rete civica, la minoranza consiliare pronta ad inviare gli atti alla Corte dei conti

ALI’ TERME – ”Siamo pronti a trasmettere alla Procura della Corte dei conti di Palermo gli atti relativi alla Rete civica”. Lo ha detto il capogruppo d’opposizione consiliare ”Costruiamo futuro”, ing. Nino Melato. La minoranza, dunque, intende andare fino in fondo sulla questione-Rete, il cui costo iniziale del progetto prevedeva una spesa di quasi 600 mila euro. Il solo costo per lo sviluppo software e acquisto licenze è di ben 316 mila 800 euro, che però rimane inutilizzato. ”La Rete doveva essere fruibile sette anni fa – dice Melato – ma, nonostante sia stata sottoposta a collaudo tecnico, di essa non c’è stata mai traccia su Internet. Questa l’incontestabile verità storica – aggiunge il massimo rappresentante della minoranza -. Intanto, stiamo visionando tutta la documentazione riguardante la Rete civica e, se le ”carte” non ci dovessero soddisfare, ci rivolgeremo alla Corte dei Conti, sede appropriata affinché venga stabilito se si configura o meno uno spreco di denaro pubblico. Questo per l’aspetto economico. Ma quello che vogliamo soprattutto sapere – incalza Melato – sono i motivi che hanno impedito l’attivazione del servizio, che doveva servire anche gli utenti di Alì Superiore, Fiumedinisi, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera e Scaletta Zanclea. Sta proprio qui il nocciolo del problema ed è quindi inutile ogni tentativo di fare giri larghi. Comunque – continua il capogruppo – rimaniamo in attesa della convocazione del Consiglio comunale da noi richiesta, e in quella sede, l’amministrazione Marino dovrà darci delle convincenti spiegazioni”. Melato in sostanza mette le mani avanti nell’annunciare di voler alzare il tiro su altri livelli che non siano quelli politici: ”A tutt’oggi inoltre – aggiunge – non abbiamo avuta nessuna risposta dal sindaco Giuseppe Marino. Aspetteremo la scadenza dei termini previsti dalla legge per vedere accolte le nostre richieste, altrimenti chiuderemo il confronto politico”. Il capogruppo d’opposizione Melato è un fiume in piena, ed aggiunge: ”Come già ribadito, andando a dare uno sguardo ad alcune delibere di Giunta del 2005 dell’allora sindaco e attuale presidente del Consiglio Lorenzo Grasso, si vede che ci sono anche le firme del primo cittadino in carica Marino il che sta a significare che qualcosa deve pur sapere. Ed invece di riferire direttamente a noi, Marino in questa fase – sostiene Melato – preferisce dare la sua versione dei fatti affidandosi a comunicati stampa che nulla tolgono o aggiungono alla vicenda. Approfitto per dire che noi non abbiamo mai accusato alcuno dei protagonisti di questa storia, ma piuttosto ci siamo limitati ad evidenziare che il servizio non è mai partito e che il Comune aliese, capofila della gestione del progetto, continua a pagare inutilmente la linea Fastweb, dedicata ad un portale fantasma. Marino poi scarica responsabilità – aggiunge il capogruppo di minoranza – sulle amministrazioni comunali degli altri otto Comuni dell’intesa per la mancata entrata in funzione della Rete civica ma questo ovviamente non è affare nostro. Le parole fin qui dette dal primo cittadino – conclude Melato – non sono sufficienti a chiarire una vicenda che riteniamo vada assolutamente definita”.

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