Fiumedinisi. Trovata in Russia la piastrina del soldato Nino Cassisi morto nel 1941 in un campo di concentramento

FIUMEDINISI – Non si avevano più notizie dal 1941 del soldato Antonino Nunziato Cassisi (nella foto), dato per disperso durante il massacro della Campagna di Russia. Adesso da quella lontanissima terra un indizio, un segno sugli ultimi giorni di vita di Cassisi. A distanza di 73 anni, l’arrivo della notizia in paese del ritrovamento in Russia di un frammento della sua piastrina che, seppur consumata dal tempo, ha ugualmente consentito di risalire al nome, luogo di nascita e residenza del soldato che l’indossava. A comunicare il ritrovamento della medaglietta, l’Associazione nazionale alpini con sede ad Abbiategrasso, che da anni è impegnata in questo tipo di ricerca. In una lettera indirizzata al sindaco di Fiumedinisi, Alessandro Rasconà, il rappresentante dell’Associazione, Antonio Respighi, spiega che la piastrina del soldato di Fiumedinisi è stata rinvenuta nella regione di Tambov, a sud-est di Mosca. ”A consegnarmela, assieme ad altre – scrive Respighi – un abitante di quella località dove, tra il 1941-’45, c’era un campo di prigionieri di varie nazionalità con relative fosse comuni. ”In quel campo – si legge nella lettera – nel 1943 morirono 4.178 soldati italiani”. E tra questi il soldato Antonino Cassisi, che ha così vissuto in un lagher gli ultimi giorni della sua giovinezza tra orrori, fame e freddo. Cassisi era nato a Fiumedinisi nel 1915 e all’età di 26 anni venne richiamato alle Armi. Di lui, come per altri giovani soldati fiumedinisani che presero parte al secondo conflitto mondiale, si era persa ogni traccia. I familiari si erano rivolti più volte al Comando generale dell’Esercito con la speranza di ottenere un indizio sulla ”scomparsa” del congiunto. Poi la rassegnazione prese il sopravvento. Rimasero il ricordo e gli interrogativi angoscianti. Ma quando tutto sembrava ormai archiviato, ecco che a distanza di 73 si chiude definitivamente la vicenda del soldato Cassisi, uno delle migliaia di eroi sconosciuti che sacrificarono le loro giovani vite per onorare la Patria. Un frammento di metallo, quello trovato in Russia, che ha permesso di riportare nella sua interezza l’umanità di Nino Cassisi, soldato siciliano fiumedinisano che ha contribuito a fare la storia, che suona monito a memoria delle future generazioni. Dieci giorni prima della partenza per il fronte russo Cassisi aveva voluto coronare il suo sogno d’amore sposando la coetanea Carmela Basile, che fino al giorno della scomparsa non abbandonò mai la speranza di avere notizie del ”suo Nino”, il cui nome è inciso sulla lapide marmorea del monumento che Fiumedinisi ha dedicato ai suoi figli morti in guerra. La consegna della piastrina ai parenti di Nino Cassisi nel momento in cui il comune di Fiumedinisi, d’intesa con le autorità militari e l’Associazione nazionale alpini, provvederà ad allestire una cerimonia in onore del ”suo soldato”.

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