Furci. Impianto di depurazione consortile, debito di 229 mila accumulato con Roccalumera

FURCI SICULO  –  Il debito esatto accumulato dal Comune di Furci, dal 2008 ad oggi, per quanto riguarda le spese dell’impianto di depurazione consortile ammonta a 229mila euro. A tale cifra bisogna decurtare 20mila euro, pagati nelle scorse settimane. La somma deve essere versata all’ente capofila, ovvero al Comune di Roccalumera (il Consorzio è completato da Pagliara).
L’ultimo documento ufficiale con il quale sono stati chiesti i soldi è stato protocollato al Municipio di Roccalumera il 5 febbraio ed è stato firmato dal sindaco, Gaetano Argiroffi e dal responsabile dei servizi finanziari. Nonostante la tranche versata, l’Amministrazione comunale furcese intende stoppare il versamento, spiega il sindaco Sebastiano Foti – per «una serie di anomalie riscontrate nei misuratori di portata (i contatori) dei liquami immessi nell’impianto. Che qualcosa non giri per il verso giusto (o merita una spiegazione) – aggiunge – è sotto gli occhi di tutti: Furci, con i suoi 3.300 abitanti, immette più liquami di Roccalumera che annovera 4.200 residenti e in estate raddoppia o addirittura triplica la popolazione. E questo non è un dato isolato, di un solo anno, bensì una costante nel tempo».
Secondo quanto sostenuto dagli amministratori, Furci sarebbe l’unico dei tre enti consorziati ad essere in possesso di un regolatore “nuovo ed efficiente”, mentre gli altri due centri usufruirebbero di misuratori di portata “obsoleti che si bloccano in continuazione”. Le presunte anomalie erano state già segnalate negli anni scorsi. L’ultima relazione sul cattivo funzionamento dei contatori al sindaco di Roccalumera era stata inviata il 4 giugno del 2012 e porta la firma del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Furci, l’architetto Claudio Crisafulli. Solo nei giorni scorsi i due sindaci, Sebastiano Foti e Gaetano Argiroffi, al termine di un vertice, hanno stabilito che si procederà a un sopralluogo e a una verifica dei contatori con i dovuti accertamenti relativi alla quantità di liquami immessi all’impianto di depurazione da parte dei tre enti consorziati. «Solo dopo – spiega Foti – stabiliremo se pagare per intero il debito accumulato con Roccalumera o se chiedere una decurtazione in virtù di palesi malfunzionamenti dei misuratori di portata dei reflui. Fino a quel momento i pagamenti restano congelati, tranne 25mila euro che ci siamo impegnati a versare entro fine aprile, che vanno aggiungersi ai 20 erogati nelle scorse settimane»

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