Alì Terme. Rete civica “fantasma”, l’opposizione chiede i documenti. Monta la protesta nell’opinione pubblica

ALI’ TERME – Ormai non si può tornare indietro, il dado è tratto e adesso si dovrebbe dare spazio ai numeri e ai contenuti degli atti esitati sin dal 2005 dall’amministrazione dell’allora sindaco Lorenzo Grasso per la predisposizione della Rete civica che, a tutt’oggi, rimane ”fantasma”. Insomma, il comune capofila, Alì Terme, dovrà mettere le carte sul tavolo per chiarire i motivi che hanno impedito fino ad oggi di inserire su Internet la ”Rete civica”, il cui progetto prevedeva una spesa di poco inferiore ai 600 mila euro. Una somma oltremodo interessante, per un servizio che nessuno dei nove Comuni che avevano aderito all’iniziativa ha mai visto on line. Sul concreto, intanto, sta agendo la minoranza consiliare aliese, ”Costruiamo futuro”, che continua a chiedere copia della documentazione predisposta per l’allestimento della Rete, tra cui la determinazione relativa all’affidamento dei lavori alla ditta ”Halley” (oggi ”Inesdata” srl) di S. Teresa di Riva e la certificazione di collaudo. ”Carte”, queste, che l’opposizione intende visionare per rendersi conto di come si è sviluppato l’iter procedurale e soprattutto perché la Rete continua ad essere oggetto misterioso. Intanto, da qualche ”documenti” del Comune di Alì Terme, si possono ripercorrere i primi passi della nascita della Rete civica. Delibere n. 27 e 28 del 18 aprile 2005, rispettivamente per ”l’autorizzazione a firmare il protocollo d’intesa” con gli otto Comuni del comprensorio ionico e la sottoscrizione del protocollo d’intesa per il ”ricorso alla tecnica del riuso”, vale a dire una collaborazione con i Comuni aderenti all’intesa ”Servizi on line zona sud” (comune capofila Pachino) per abbattere i costi e consentire così una riduzione del cofinanziamento regionale relativo all’intera aggregazione. Invece con determina n. 6 del 13 giugno 2005, sottoscritta dall’allora sindaco Lorenzo Grasso, si dà incarico alla società ”Datagest srl’, quest’ultima anche con sede a S. Teresa di Riva, a predisporre la progettazione e direzione dei lavori dei servizi di Rete. Poi con delibera di Giunta n. 89 del 6 ottobre 2006 viene approvato il progetto elaborato dalla ”Datagest” dell’importo complessivo di 592 mila 138 euro di cui 553 mila 400 euro a base d’asta. I documenti esitati della Giunta portano anche la firma dell’attuale sindaco Giuseppe Marino. Interessante sarebbe pure conoscere da chi era composto il previsto comitato di gestione della Rete con il compito di assicurare la cooperazione tra i 9 Comuni e garantire la ”legittimità delle spese effettuate dal comune capofila e la correttezza formale e documentazione di spesa prodotta”. Al di là di tutto, quello che va chiarito è il motivo della mancata attivazione della Rete e il mantenimento del collegamento internet fornito da ”Fastweb” del costo annuo di circa 3.700 euro che il Comune continua a pagare inutilmente anche per gli altri otto Comuni ionici dell’intesa..

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