Alì Terrne. Rete civica comunale ”fantasma’ pagata 600 mila euro, il sindaco Marino dispone una indagine conoscitiva

ALI’ TERME – Il sindaco di Alì Terme, Giuseppe Marino, vuole sapere perché non è stato realizzato il portale web comunale della ”Rete civica”, di cui fanno parte altri otto paesi del comprensorio ionico, nonostante il Comune ha speso negli anni scorsi ben 592 mila 138 euro. E a tal fine ha disposto una indagine conoscitiva interna per ”rispolverare” le carte relative alla Rete rimasta ”fantasma”. Marino tiene a precisare di essere ignaro di questa storia. Ma andiamo per gradi. Il centro termale è capofila della gestione della Rete avendo ottenuto il finanziamento europeo di 484.278,73 euro. A questa somma Alì Terme, nella qualità di soggetto proponente, aveva aggiunto 107 mila 859,27 euro. La Rete doveva ”sbarcare” su internet oltre sei anni fa, tra il 2007-2008, ma di essa non si è avuta mai traccia. Adesso il sindaco Marino mette le mani avanti, vuole vederci chiaro ricostruendo l’intero iter procedurale ma soprattutto non intende assumersi eventuali negligenze che potrebbero essere state commesse. E’ già ieri ha preso la prima iniziativa, inviando una nota alll’arch. Benedetto Falcone dell’Ufficio tecnico comunale e responsabile del procedimento e alla ditta ”Halley” (oggi ”Inesdata” srl) di S. Teresa di Riva, alla quale nel 2005 era stato assegnato l’incarico dei lavori per la predisposizione della Rete. ”Si fa presente che sabato 5 aprile scorso – scrive Marino – è apparso un articolo sulla ”Gazzetta del Sud” con il quale si denuncia all’opinione pubblica il fatto che la Rete civica denominata ”Valle del Nisi-Area delle Terme”, non è mai entrata in funzione, a dire del giornalista, nonostante siano stati spesi da questo Comune quasi 600 mila euro”. E aggiunge Marino: ”Poiché la vicenda risale in epoca precedente all’insediamento di questa amministrazione e lo scrivente è perfettamente ignaro della questione”, chiede ai destinatari della nota, Rup e ditta appaltatrice, di ”voler dettagliatamente riferire sulle asserzioni riportate nell’articolo”. A Marino, però, è sfuggito ricordare che alcuni degli attuali amministratori erano stati già in carica anche al tempo delle scelte e decisioni adottate per realizzare la Rete civica web. Questo per completezza d’informazione. In tutta questa storia prevale indiscutibilmente la necessità di chiarire innanzitutto il motivo della mancata costruzione del portale internet. E non è ”un dire” o una interpretazione soggettiva del giornalista affermare che la Rete è un ”oggetto misterioso” perché tale rimane a distanza di oltre 6 anni, vale a dire dal suo previsto ”sbarco” su internet. Una Rete che neppure il più esperto degli internauti è riuscito mai a rintracciare. Questi i fatti, incontestabili. Il resto al momento sono parole. Intanto, in questi giorni il responsabile dell’Ufficio ragioneria doveva esitare la determina di pagamento della bolletta Fastweb, somma che da anni il comune di Alì Terme anticipa per garantire il collegamento internet dedicato ad una Rete civica che in realtà non c’è e non è mai esistita. A quanto è dato sapere, il sindaco Marino avrebbe ”stoppato” momentaneamente il pagamento. Gli altri otto Comuni, Alì, Fiumedinisi, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera e Scaletta Zanclea, che dovevano contribuire alla spesa annuale di circa 3.700 euro per il gestore di telefonia non intendono assolutamente sborsare un centesimo per un servizio di cui non hanno mai usufruito. Roccalumera, ad esempio, non paga la sua quota parte dal 2009. Da dire, infine, che il gruppo di minoranza di Alì Terme ”Costruiamo futuro” ha anticipato una interrogazione sull’intera questione ”Rete civica”.

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