Strage in galleria sulla A20 tra Castelbuono e Cefalù, quattro morti. Tre di loro componenti di una famiglia di Patti

Lamiere contorte, corpi straziati rimasti incastrati nelle vetture, sangue sull’asfalto. È la scena infernale all’interno della galleria “Battaglia (nella foto)” sull’a utostrada A20 Palermo-Messina, tra Castelbuono e Cefalù, che si è presentata ai soccorritori. Un impatto violentissimo tra un autocompattatore che trasportava rifiuti che ha sbandato mettendosi di traverso sulla carreggiata, due automobili e un pullman che non hanno potuto fare nulla per evitare lo scontro. Il bilancio delle vittime è drammatico: quattro i morti. Tra di loro i componenti di un’intera famiglia, che era residente a Patti, distrutta in un attimo. A perdere la vita l’autista dell’autocompattatore, Rosario Sucato, 26 anni, di Misilmeri, in provincia di Palermo. Su una station wagon finita contro il mezzo pesante sono morti Guglielmo Di Maggio, 45 anni, che abitava a Patti ma era originario di Palermo, la moglie Nunziatina Natoli, 40, e la loro bimba, Anna Di Maggio, 8 anni. Il fratellino di 6 anni è ricoverato in rianimazione nell’ospedale dei Bambini di Palermo. I feriti che si trovavano nell’altra auto, una Smart, sono una coppia di anziani: Amedeo Cattarinich, 75 anni, e Rosa Insana, 74. Entrambi sono adesso ricoverati nell’ospedale Giglio di Cefalù dove è stato trasportato un altro ferito che non sarebbe però in gravi condizioni. Non è ancora chiara la dinamica dello scontro fatale. Forse per una disattenzione o per un guasto, saranno i periti a stabilirlo, al chilometro 166 dell’a u t ostrada, l’autista dell’a u t ocompattatore ha perso il controllo, ostruendo la carreggiata del tunnel. Le due auto non sono riuscite ad evitare l’impatto e sono finite contro il mezzo della nettezza urbana. Nel frattempo è arrivato anche un pullman che si è schiantato a sua volta contro le vetture e l’autocompattatore.

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