Alì Terme. Vergognoso degrado in numerose zone del cimitero, gestione inesistente

ALI’ TERME – Il degrado, vergognoso, non risparmia il cimitero del centro termale, adagiato sulle colline accanto alla provinciale per Alì Superiore. A dire il vero le condizioni complessive in cui si trova possono essere definite accettabili. Ma andando a fare un giro al suo interno si notano zone che andrebbero maggiormente attenzionate. C’è, ad esempio, la necessità della cura del verde attrezzato ormai invaso dalle erbacce che si sono insinuate anche tra gli spazi che separano le tombe, di un più frequente svuotamento dei cestini utilizzati per i fiori appassiti e altri rifiuti. Ma quella che va da subito sistemato è il casotto alla sinistra dell’entrata principale (nella foto) una volta utilizzato a mo’ d’ufficio informazioni durante la ricorrenza dei defunti e a deposito di materiali vari. In quel locale lo squallore ha preso il sopravvento: pareti annerite dalle infiltrazioni d’acqua, tetto a rischio crollo, calcinacci che hanno coperto l’intero pavimento, suppellettili sgangherati, sporchi, contenenti carpette con dentro documenti. Insomma, una tristezza. Sarebbero sufficienti piccoli interventi di manutenzione ma ciò presuppone un po’ d’amore in più non foss’altro per il rispetto che merita il luogo. Ci sarebbe anche da sistemare il vialetto di mattoni che dall’entrata principale si allunga fino all’altezza della scalinata di fronte all’ossario. Il fondo è dissestato a causa del transito di mezzi pesanti delle ditte che in questi ultimi anni hanno eseguito lavori per conto di privati. Per rimetterlo a posto il Comune deve impegnare una somma importante ma questo finora non è stato evidentemente possibile. In altre occasioni c’è stata invece manica larga nello spendere migliaia di euro per interventi nel centro cittadino. Da dire, inoltre, che il cimitero, la cui manutenzione è assicurata dal centro termale e che viene condiviso anche da Alì Superiore, è ”terra di nessuno”. Lì, infatti, non c’è controllo e chiunque fa come crede. I due cancelli sono sempre aperti, non ci sono orari da rispettare. Si entra e si esce quando si vuole, compresi gli operai che di volta in volta costruiscono o abbelliscono tombe e cappelle su commissione. Pure i camion e altri mezzi di trasporto hanno accesso illimitato. Eppure, a quanto si sa, al cimitero di Alì Terme è previsto un custode, di cui di tanto in tanto si parla, soprattutto in concomitanza delle elezioni amministrative. Ci si chiede il perché finora non è stato assegnato questo incarico? Possibile che nessun dipendente comunale, compresi i contrattisti, sono inamovili dalle loro scrivanie? Punti di domanda questi che finora non hanno avuto risposte. Per mettere ordine nella gestione e cura del camposanto, al di là delle parole e senza fare giri larghi, ci vuole necessariamente un responsabile che sarebbe tenuto, tra l’altro, a comunicare all’ufficio comunale preposto ogni anomalia riscontrata ed ogni eventuale guasto che siano causa di malfunzionamenti e pericoli per l’incolumità pubblica, a disporre delle chiavi dei cancelli per regolare l’apertura al pubblico secondo gli orari stabiliti dal Comune, a sorvegliare che vengano rispettate le norme di correttezza, che gli esecutori dei lavori murari non arrechino danni con i mezzi di trasporto o con la occupazione di suolo con materiale da costruzione. Ed ancora, nelle mansioni del sorvegliante c’è la vigilanza affinché venga effettuata l’ordinaria pulizia, si tiene a disposizione dei visitatori fornendo loro le indicazioni che gli vengono richieste al fine di rintracciare i siti in cui si trovano seppellite o tumulate le salme, provvede a segnalare la necessità di effettuare interventi di inumazione e tumulazione, ed è responsabile della custodia e manutenzione delle delle attrezzature in dotazione per i servizi cimiteriali. Ahinoi, forse abbiamo parlato di ”cose strane”, non attuabili dalle nostre parti.

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