Nizza. A giorni la sentenza del Cga per sapere chi rimarrà in Consiglio tra Brigandì e D’Arrigo

NIZZA DI SICILIA – La settimana appena iniziata potrebbe essere l’inizio della fine politica della coalizione d’opposizione ”Libera Nizza” o, viceversa, una nuova ripartenza fino alla conclusione della legislatura del 2017. Nel giro di pochi giorni è, infatti, atteso il pronunciamento del Cga che stabilirà chi tra ”Libera Nizza” di Mimma Brigandì e ”Cambia Nizza” di Giacomo D’Arrigo, occuperà i banchi della minoranza per esercitare il controllo dell’azione politica dell’amministrazione a guida Di Tommaso. ”Libera Nizza” dallo scorso luglio siede in Consiglio, in conseguenza della sentenza del Tar che gli ha riconosciuto un voto in più rispetto a ”Cambia Nizza”, che nelle elezioni del 2012 si era aggiudicata la rappresentanza con un distacco di appena due voti, 665 contro i 663 di ”Libera Nizza”. Risultato numerico ribaltato dal Tar, che dopo il riconteggio di alcune schede contestate, attribuì alla coalizione della Brigandì un voto in più, cristallizzando a 664 voti le preferenze del suo schieramento e 663 a quello di D’Arrigo. Questo consentì alla lista della Brigandì di ottenere i cinque seggi di minoranza. Alla sentenza del Tar, ”Cambia Nizza” si oppose con un ricorso al Cga il cui esito, come accennato, dovrebbe conoscersi in settimana. Ma all’interno di ”Libera Nizza”, sempreché rimanga in Consiglio, ci sono da sciogliere nodi molto delicati. A cominciare da quello di Paolo Scalici che da poco ha lasciato lo schieramento per assumere una posizione autonoma. Scalici ha sbattuto la porta in faccia ai suoi ormai ex compagni, per tutta una serie di ”incomprensioni” con la capogruppo Brigandì, accusata dallo stesso Scalici di aver messo in pratica una linea politica fin troppo ”morbida” nei confronti del sindaco Di Tommaso. La Brigandì, inoltre, viene accusata dall’ormai ”suo” ex consigliere di avere tendenza ad assumere un ruolo di assoluto predominio sulle azioni da mettere in atto per contrastare la politica ditommasiana. Scalici, però, non sarebbe l’unico ”caso” che dovrà affrontare ”Libera Nizza”, se si tiene conto del malumore di qualche altro consigliere nei riguardi sempre della Brigandì. Altra prova del fuoco, quella di giovedì prossimo in sede di consiglio comunale, convocato anche per sollecitazione della Brigandì, che avrà modo di approfondire le interrogazioni presentate dal suo gruppo compresa quella del ”dissidente” Paolo Scalici relativa ai 27 mila euro di interessi liquidati dal Comune a beneficio di una ditta di Nizza le cui spettanze erano state pagate con ritardo. L’attesa è grande perché proprio l’interrogazione di Scalici, non condivisa peraltro dalla sua ex capogruppo, ha causato la ”ribellione”. Uno scenario politico che sarà definito nelle prossime ore e che potrebbe mutare per ”Libera Nizza” cogliendo di sorpresa l’attuale leader Mimma Brigandì. Non si esclude, infatti, una nuova defezione che, di fatto, spaccherebbe in due la minoranza. Ogni discorso, comunque, potrebbe essere chiuso anticipatamente dal Cga nel caso in cui riammettesse in Consiglio ”Cambia Nizza” di Giacomo D’Arrigo. In ambito politico, ovviamente al di fuori della coalizione della Brigandì, invece, l’attesa è rivolta esclusivamente alla sentenza dei giudici amministrativi che, in ben determinati ambienti, ci si augura possa togliere la ”sedia” in Consiglio alla Brigandì e ai suoi alleati Carlo Gregorio, Aurora De Filicaia, Francesco Miceli e all’indipendente Paolo Scalici. Pronti a rimpiazzarli gli ex consiglieri di ”Cambia Nizza” Carmelo Campailla, Giacomo D’Arrigo, Antonietta Cintorrino, Francesco Briguglio, Alessia Coledi. Per quanto riguarda D’Arrigo, da qualche mese impegnato a Roma nel più gravoso incarico di direttore generale dell’Agenzia nazionale per i giovani, non si esclude che possa lasciare il posto al primo dei non eletti della sua lista.

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