Nizza Sicilia. Una opposizione ”spazientita” ha chiesto l’urgente riunione del Consiglio

NIZZA DI SICILIA – ”Assordante silenzio dell’amministrazione Di Tommaso”. Così definisce ”Libera Nizza” la mancata risposta alla richiesta di convocazione del Consiglio avanzata dallo stesso gruppo d’opposizione. Il riferimento è alle ”numerose interrogazioni e proposte avanzate su varie problematiche che abbiamo sottoposto – si legge in un comunicato di ”Libera Nizza” – e che speravamo, in tempi relativamente brevi, venissero affrontate in Consiglio”. L’ultimo confronto in aula risale allo scorso 23 dicembre. Ma dal Palazzo, nonostante le legittime sollecitazioni dell’opposizione, nessun segnale come se il suo ruolo non interessasse i nizzardi. A ”Libera Nizza” non è rimasto altro che chiedere ufficialmente una riunione urgente: ”A meno che – dice la capogruppo Mimma Brigandì – non intendano risponderci perché sono in attesa della sentenza del Cga, che dovrebbe essere emessa tra pochi giorni, e che legittimerà definitivamente quale minoranza dovrà rimanere in Consiglio per i prossimi tre anni”. La Brigandì, dunque, non esclude la possibilità che sia stata messa in atto una strategia politica che, di fatto, se fosse così, equivarebbe a ”schiaffeggiare” i rappresentanti dell’attuale minoranza, la cui unica ”colpa” è quella di controllare l’operato del governo Di Tommaso così come impongono le regole di una democrazia compiuta. La Brigandì, nella nota stampa, fa poi l’elenco delle interrogazioni rivolte a Di Tommaso e compagni, ignorando però, inspiegabilmente, la spinosa questione sollevata dal suo consigliere Paolo Scalici in riferimento alla ai 27 mila euro d’interessi liquidati dall’amministrazione ad una ditta nizzarda. La Brigandì ha invece ritenuto utile fare cenno all’interrogazione sull’organizzazione delle manifetazioni di carnevale. La capogruppo nell’aver ”dimenticato” Scalici, presta ulteriormente il fianco alle voci secondo cui avrebbe difficoltà a dialogoare soprattutto con i ”falchi’ della sua squadra, il dott. Carlo Gregorio e lo stesso Scalici.

(Nella foto Mimma Brigandì).

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