Nizza di Sicilia. La ”lite” per la conquista della minoranza consiliare, slitta la sentenza del Cga

NIZZA DI SICILIA – Udienza con un nulla di fatto quella del Cga di Palermo, nel senso che i giudici non si sono è pronunciati sul ricorso presentato dal gruppo consiliare ”Cambia Nizza” di Giacomo D’Arrigo avverso la decisione del Tar dello scorso 14 maggio che, riconoscendo un voto in più ai suoi avversari di ”Libera Nizza” della prof. Mimma Brigandì, aveva consentito a questi ultimi di entrare in Consiglio. ”Cambia Nizza”, stando al risultato elettorale del maggio 2012, aveva ottenuto due soli voti in più, 665, contro i 663 di ”Libera Nizza”. Il Tar, invece, diede una diversa lettura delle schede e dei verbali del presidente di seggio, attribuendo 664 voti al gruppo Brigandì e 663 a quello di D’Arrigo. E con la sentenza ”Libera Nizza”, seppur sul filo di lana, conquistò il secondo posto, alle spalle dello schieramento vincente del candidato e attuale sindaco Di Tommaso. La decisione del Tar aprì alla Brigandì le porte del Consiglio, occupando, lo scorso 9 luglio, a poco più di un anno dalla tornata elettorale del 2012, i cinque seggi spettanti alla minoranza. Da ricordare che pure il Comune ebbe parte attiva nella vicenda con una scelta politica a tutt’oggi di difficile lettura. L’appena eletto sindaco Di Tommaso, quando venne a conoscenza del ricorso al Tar della Brigandì, si insinuò nella causa nominando avvocato di fiducia la sorella dell’assessore Patrizia Parisi. Alla professionista è stata già liquidata la relativa parcella di oltre 4mila e 600 euro, soldi prelevati dal bilancio comunale. L’iniziativa dell’amministrazione Di Tommaso al fine, si disse, di ”salvaguardare gli interessi del Comune”. Quali fossero ”questi interessi non si è ancora ben capito”, evidenziano gli attuali consiglieri di minoranza che fanno capo alla Brigandì. Ma questa è ormai storia vecchia. Per la sentenza del Cga prevista nei giorni scorsi, c’era e c’è molta attesa per conoscere chi dei due gruppi continuerà nei prossimi tre anni a confrontarsi con la maggioranza del sindaco Di Tommaso. Delusione per il mancato pronunciamento soprattutto in ambito politico anche se ormai la vicenda è agli sgoccioli. I giudici del Cga, infatti, si sono ”presi” una settimana per emettere il dispositivo della sentenza. Se ci dovessero essere slittamenti di tempi, c’è da ritenere, comunque, che entro la fine del mese si dovrebbe sapere chi tra ”Libera Nizza” e ”Cambia Nizza” dovrà rompere in anticipo le righe. ”La posta in gioco, seppur in un piccolo paese come Nizza – dice il consigliere d’opposizione ”Libera Nizza”, Carlo Gregorio – è da considerare estremamente alta. In ben individuate e vecchie ”caste politiche”, preoccupate come sono della nostra attenta e asfissiante azione di controllo che abbiamo esercitato da quando siamo in Consiglio, si spera e si promettono financo ”fioretti” ai santi, affinché ”Libera Nizza” sia cancellata dalla scena politico-amministrativa”.

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