Nizza. Ritardo nei pagamenti, il Comune adesso deve sborsare 27 mila euro di interessi

NIZZA DI SICILIA – Altra durissima ”botta” di 27 mila euro per le precarie casse comunali. L’amministrazione a guida Di Tommaso dovrà pagare nove rate mensili dell’importo di 3 mila euro ciascuna per far fronte agli interessi moratori accumulati nei confronti della ditta ”Salus 2000 srl” per fornitura di servizi vari negli anni 2002-2006 e 2008 per un importo totale di 91 mila 315,39 euro. E’ successo che il Comune aveva liquidato le fatture, esattamente 11, della ”Salus” in ritardo. Da qui la richiesta degli interessi. La ditta, con sede a Nizza, si occupa, tra l’altro, di disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e anche di potatura di alberi. Dunque, oltre alla sorte capitale di 91 mila euro, già liquidata, il Comune adesso si è visto costretto a pianificare il pagamento dei 27 mila euro di interessi. La somma, però, verrà liquidata al sig. Santi Briguglio Polò, al quale il legale rappresentante della ”Salus” aveva ceduto il credito. E infatti il signor Briguglio Polò si era poi attivato a presentare decreto ingiuntivo contro il Comune per ottenere gli interessi maturati sulle somme liquidate alla ”Salus” con ritardo rispetto alla data di presentazione delle fatture. La questione ha avuto l’epilogo con un accordo raggiunto tra le parti, con il Comune che si è impegnato a liquidare la cospicua somma che sarà incassata dal sig. Briguglio Polò. Sulla questione il gruppo di opposizione ”Libera Nizza” ha presentato una interrogazione a firma del consigliere Paolo Scalici, che intende sapere dal sindaco Di Tommaso com’è stata gestita fin dall’inizio la vicenda e i vari passaggi amministrativi e politici intrapresi che, comunque, sostiene Scalici, hanno provocato il consistente ”buco” alle casse comunali. ”Non si capisce il perché – si legge nell’interrogazione del rappresentante della minoranza – i lavori in questione eseguiti oltre dieci anni fa e negli anni a seguire, siano stati pagati con notevole ritardo, pur sapendo che il Comune sarebbe incorso nel pagamento degli interessi moratori previsti dall’ex D.L. 231/2002. Si potrà obiettare – evidenzia Scalici – che il Comune a quel tempo non aveva la necessaria disponibilità economica per onorare da subito i debiti ”Salus” ma ciò non sposta di una virgola la questione venutasi a determinare, dovuta – sostiene Scalici – probabilmente a disattenzione o leggerezza della parte politica. Nonostante tutto, la ”Salus” – rimarca il consigliere – è rimasta una delle ditte di fiducia dell’amministrazione Di Tommaso”. Scalici ha chiesto che la trattazione dell’argomento sia inserito nei lavori del prossimo consiglio comunale. Intanto, al di là dei chiarimenti chiesti da Scalici, l’amministrazione Di Tommaso ha già provveduto a cadenzare le date di pagamento delle 9 rate da 3 mila euro ciascuna a favore di Santi Briguglio Polò: 30 novembre 2013, 28 febbraio 2014, 31 marzo 2014, 30 aprile 2014, 31 maggio 2014, 30 giugno 2014, 31 luglio 2014, 31 agosto 2014 e 30 settembre 2014. ”La spesa – si legge in una determina dell’ufficio finanziario del Comune – è indifferibile per evitare ulteriori danni economici all’Ente”. Questo motivo ha convinto il Comune ad accettare la definizione transattiva del decreto ingiuntivo del sig. Briguglio Polò pendente ”dinnanzi al Tribunale di Messina, reso esecutivo il 14 maggio 2012”, nonché di quello ”dinnanzi al giudice di Pace di Ali Terme”. L’accordo per definire la ”lite” è stato sottoscritto dal sindaco Di Tommaso e dal sig. Santi Briguglio Polò. Questa, seppur brevemente, la storia dei 27 mila euro che viene racconta dagli atti giudiziari e da quelli esitati dal Comune. Tutto regolare, assolutamente, come altrettanto regolari e reali sono le nove rate da 3 mila che l’amministrazione Di Tommaso dovrà corrispondere al sig. Santo Briguglio Polò fino al 30 settembre prossimo.

 

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