Nizza di Sicilia. Giovedì la sentenza del Cga, chi rimarrà in Consiglio tra Brigandì e D’Arrigo a fare opposizione?

NIZZA DI SICILIA – Chi continuerà ad occupare fino alla naturale scadenza della legislatura fissata a primavera del 2017 gli scranni dell’opposizione in Consiglio? Una risposta definitiva è prevista per dopodomani, giovedì, dalla sentenza che dovrebbe emettere il Cga di Palermo dopo aver vagliato il ricorso presentato da Giacomo D’Arrigo. A contendersi lo spazio politico ”Libera Nizza” della prof. Mimma Brigandì, che attualmente siede sui banchi della minoranza, e ”Cambia Nizza” del piedissino Giacomo D’Arrigo, che fu estromessa dal Consiglio da una sentenza del Tar. Brigandì e D’Arrigo, nella tornata elettorale del 6 e 7 maggio 2012, erano candidati sindaco e vennero sconfitti, assieme ai rispettivi schieramenti, dal gruppo che sosteneva il rinconfermato e attuale primo cittadino Di Tommaso. Stando ai numeri dell’urna, ”Cambia Nizza” di D’Arrigo si assicurò sul filo di lana i cinque seggi spettanti alla minoranza in Consiglio. La Brigandì fece subito ricorso al Tar, contestando alcune irregolarità nel’assegnazione dei voti durante le operazioni di spglio. La sentenza del tribunale amministrativo catanese, emessa il 14 giugno 2013, diede ragione alla Brigandì ribaltando il risultato delle urne attribuendo il secondo posto a ”Libera Nizza” per un voto. Esattamente 664 alla Brigandì, 663 per D’arrigo che, assieme ai suoi, Carmelo Campailla, Antonietta Cintorrino, Francesco Briguglio e Alessia Coledi, ad appena ad un anno dalle elezioni, lo scorso 9 luglio si videro costretti lasciare i banchi dell’opposizione per far posto allo schieramento ”Libera Nizza” di cui è capogruppo la Brigandì. Assieme alla leader Brigandì, entrarono in Consiglio anche Aurora De Filicaia, Francesco Miceli, Paolo Scalici e Carlo Gregorio. Da ricordare che anche il Comune ebbe parte attiva nella vicenda. Infatti, nel momento in cui la Brigandì decise di rivolgersi al Tar, il sindaco Di Tommaso, con una scelta politico-amministrativa che ancora oggi fa discutere, si intromise nella causa nominando un avvocato di fiducia la cui parcella di oltre 4mila e 600 euro venne pagata con soldi prelevati dalle casse comunali. L’iniziativa dell’amministrazione Di Tommaso al fine, dissero i saggi, di ”salvaguardare gli interessi del Comune”. Ma quali danni, al di là del risultato, sarebbero derivati dal ricorso al Tar per motivi politici presentato dalla Brigandì? Intanto, A Nizza l’attesa nei circoli politici ma non solo è ”nervosa, in attesa del ricorso al Cga presentato da D’Arrigo e compagni contro la sentenza del Tar che li ha estromessi dal Consiglio a vantaggio della Brigandì e del suo gruppo. Tra due giorni, giovedì, comunque, a Palermo è fissata l’udienza del Cga ed è probabile che nello stesso giorno venga emessa anche sentenza. Solo allora, si potrà chiudere la questione.

Nella foto, chiusura del seggio elettorale: D’Arrigo conquista la minoranza e riceve i complimenti del suo avversario Di Tommaso.

 

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