Messina. Morte Provvidenza Grassi, sei avvisi di garanzia a tecnici del Consorzio autostradale

MESSINA – Sei avvisi di garanzia sono stati inviati dalla Procura di Messina ad altrettanti commissari e responsabili tecnici del Consorzio autostradale per la morte della ventisettenne Provvidenza Grassi. Secondo l’ipotesi del sostituto procuratore Diego Capece Minutolo, infatti, la causa della morte della donna, trovata morta all’interno della sua Fiat ”600” sotto al viadotto autostradale di Bordonaro, potrebbe essere la cattiva manutenzione della tangenziale di Messina. Da una prima analisi la barriera da dove sarebbe uscita l’auto di Provvidenza è risultata in pessime condizioni. Gli inquirenti al momento ritengono che la pista più probabile sia proprio quella dell’incidente autostradale autonomo. Dai primi rilievi, infatti, è emerso che sarebbe stato molto difficile spingere giù l’auto nel punto in cui è precipitata. Si indaga anche per capire perché nessuno abbia notato che in quel punto il guardrail fosse già in cattive condizioni e che un pezzo della targa dell’auto di Provvidenza fosse visibile. I magistrati hanno nominato un consulente per ricostruire la dinamica dell’incidente e stanno valutando eventuali omissioni. I familiari della ragazza non credono però alla tesi dell’incidente e nomineranno anche loro un perito per ricostruire la traiettoria e le condizioni meccaniche dell’auto. Martedì prossimo, intanto, il magistrato darà incarico ad un consulente per l’esame necrospico. Nel frattempo, spunta fuori un video. Intanto spunta fuori un video girato lo scorso 23 luglio, vale a dire due settimane dopo la scomparsa della ragazza, che dimostrebbe come il guard rail del viadotto da dove è precipitata la ”600” fosse integrato. La famiglia della ragazza, comunque, non è affato convinta della tesi dell’incidente autonomo.

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