Forza d’Agrò. Scorporo da Scifì, il Tar si riserva di decidre sulla richiesta di sospensione del decreto presentato dal comune

Si è svolta stamattina al Tar di Catania, terza sezione, l’udienza relativa al procedimento di scorporo di Scifì da Forza d’Agrò ed aggregazione a S. Alessio. Il Tar ha riservato di decidere sulle richieste di sospensione dell’efficacia del decreto presentate dal comune di Forza d’Agrò, dal comitato “Per S. Alessio e Scifì uniti” ed anche dal comitato promotore “Pro Scifì”, seppur per motivi diversi.
Il comune di Forza d’Agrò, assistito dall’avv. Antonino Gazzara (in udienza avv. Marilena Puglisi) ha chiesto che il decreto venga sospeso, segnalando irregolarità procedimentali relative all’insufficienza delle sottoscrizioni raccolte dal comitato Pro Scifì, sostenendo che il numero andava calcolato sull’intera popolazione di Forza d’Agrò e non solo sugli abitanti di Scifì; inoltre ha contestato la mancata estensione del voto al comune di S. Alessio. Il comitato Pro Scifì, assistito dall’Avv. Filippo Brianni, ha difeso l’operato del comitato, evidenziando che la norma prevede che il quorum per l’iniziativa sia calcolato sulla base dei territori da scorporare (quindi solo Scifì) anche perché, come scrive la stessa regione nel decreto, non si può sapere del decreto il corpo elettorale che la regione intende coinvolgere, sulla base del riconoscimento o meno dell’interesse qualificato alla partecipazione al referendum. Il comitato Pro Scifì ha invece aderito al motivo di ricorso del comune forzese con cui si contestava la mancata estensione del referendum anche a S. Alessio Siculo e, limitatamente a questa ragione, ha aderito alla richiesta di sospensione del decreto.Il mancato coinvolgimento di S. Alessio Siculo è stato censurato anche dal comitato “Per S. Alessio e Scifì uniti” rappresentato in giudizio dall’avv. Salvatore Smiroldo. Secondo il sodalizio presieduto da Franco Santoro, la procedura del comitato Pro Scifì è legittima e fondata, ma la regione avrebbe dovuto ammettere al referendum anche i cittadini di S. Alessio, dopo che la sua amministrazione aveva espresso il parere favorevole all’aggregazione e che di recente, non aveva approvato la proposta del sindaco di revocare quella delibera e considerato che S. Alessio dovrà comunque subire, in positivo o in negativo, una scelta che, senza la modifica del decreto, sarà operata dai cittadini di Forza d’Agrò. L’avvocatura dello Stato, in rappresentanza dell’assessorato, si è pronunciata per la legittimità del decreto n. 227 (pubblicato il 4 ottobre) che ha invitato il sindaco di Forza d’Agrò ad indire il referendum sulla proposta di scorporo chiamando al voto i cittadini dell’intero comune di Forza d’Agrò. Il comune di S. Alessio non ha partecipato al giudizio, non avendo presentato alcun ricorso autonomo né essendosi costituito nei ricorsi pendenti, anche se l’amministrazione ha fatto sapere di aver presentato un ricorso amministrativo direttamente all’assessorato regionale.
Adesso si attende la decisione del Tar.

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