Pettineo. Arrestati il ragioniere del Comune e il figlio, intascavano mandati di pagamento falsi

PETTINEO – In cinque anni si sarebbero impossessati di 384.000 euro dalla tesoreria comunale attraverso la firma di 73 mandati di pagamento illegittimi. A produrli il responsabile del settore economico finanziario di Pettineo, comune messinese del versante tirrenico. L’uomo, sfruttando la sua posizione professionale, convogliava ingenti somme di denaro direttamente sul proprio conto corrente e su quello del figlio. Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di arrestare il ragioniere comunale Francesco Votrico, 60 anni ed il figlio Salvatore 27 entrambi incensurati. Le accuse contestate sono di peculato e falsità commessa dal pubblico ufficiale. Il funzionario, a partire dal 2008, firmava mandati di pagamento del tutto ingiustificati, per somme fra 500 e 20.000 euro, ma che a prima vista sembravano regolari. I documenti venivano regolarmente messi agli atti dell’ufficio ragioneria per non destare sospetti ma su una seconda copia, alla voce beneficiario, venivano indicate le coordinate bancarie dei due arrestati. Era poi lo stesso Francesco Votrico a recarsi all’istituto bancario che svolge le funzioni di tesoreria per ottenere l’illecita liquidazione. Un sistema quasi perfetto. Nessuno aveva mai sospettato nulla fino allo scorso mese di novembre quando il sindaco di Pettineo si è rivolto ai carabinieri per denunciare l’anomala situazione di dissesto finanziario al Comune, tanto da non riuscire più a pagare gli stipendi ai dipendenti. Le indagini ed i controlli dei Militari su circa 2000 mandati di pagamento hanno consentito di accertare 73 episodi di falso e peculato. 215.000 euro erano finite nelle tasche del funzionario comunale e 169.000 euro in quelle del figlio Salvatore.

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