Forza d’Agrò. Da 10 anni in abbandono il sito archeologico di Scifì

FORZA D’AGRO’ – Sono finiti nel dimenticatoio gli scavi archeologici della frazione Scifì, nonostante il vincolo sull’area posto dalla Regione e gli importanti ritrovamenti. Se gli organi preposti non danno i segnali sperati, non resta che appellarsi al Prefetto di Messina, Stefano Trotta, come ha fatto il vicesindaco di Forza d’Agrò, Massimo Cacopardo, che in una lettera inviata al rappresentante del Governo ha chiesto il suo interessamento «affinché le competenti autorità, quali l’Università di Messina, la Soprintendenza ai beni culturali, l’Assessorato regionale ai Beni culturali, possano prestare attenzione al sito, anche con l’ausilio di strumentazioni quali georadar, al fine di poterlo valorizzare, conservare e renderlo fruibile». Nel sito in questione, posto alle porte delle frazione Scifì, vennero trovati alcuni decenni fa resti di un edificio di epoca romana. Le prime tre campagne di scavo (risalenti al 1987, al 1995 e al 1997) hanno consentito di individuare strutture murarie su più livelli che hanno rivelato il notevole interesse archeologico dell’area. «La quarta campagna di scavo – ha evidenziato Cacopardo nella sua missiva al Prefetto – condotta tra il 2001 e il 2002, ha consentito di definire meglio le evidenze archeologiche, nonché di ampliare la ricerca, riportando alla luce un complesso tardo romano, articolato in almeno due fasi costruttive, nel quale si propone di individuare un insediamento rurale o, più probabilmente, una villa di penetrazione e di collegamento tra il versante jonico e quello tirrenico». Ma, nonostante questo, i lavori di ricerca si sono interrotti e da oltre 10 anni il sito è abbandonato. Una situazione che era già stata illustrata al Prefetto Trotta durante la sua visita istituzionale al Comune di Forza d’Agrò. «Nonostante la notevole importanza del sito – ha concluso il vicesindaco Cacopardo – sino ad oggi non si è riusciti a valorizzarlo, proprio a causa delle carenti risorse economiche da destinargli». Vedremo cosa risponderà il rappresentante del Governo e se il suo intervento servirà a far riaccendere i riflettori sul sito di Scifì

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