Taormina. Scontro D’Aveni – Valentino, il presidente del Consiglio risponde. “Rispedisco le accuse al mittente”

TAORMINA – Nascono da un acceso scontro in consiglio comunale tra il presidente Antonio D’Aveni e il capogruppo Carmelo Valentino, le tensioni nella squadra di maggioranza che hanno portato alla richiesta di dimissioni del numero uno del civico consesso. Ma andiamo con ordine. La scintilla tra i due protagonisti della querelle scatta dopo il rifiuto di D’Aveni a concedere la parola a Valentino. Il capogruppo non ci sta e attacca pesantemente il presidente del Consiglio: “Se non mi concedi la parola non andiamo avanti, ti faccio sospendere la seduta” dice Valentino, impedendo di fatto la prosecuzione dei lavori d’aula e obbligando di fatto D’Aveni ad interrompere la seduta. Un comportamento quello di Valentino stigmatizzato dal gruppo politico Udc che tramite una nota a firma del capogruppo Salvo Abbbate, del consigliere Alessandra Caruso, dell’assessore Enzo Scibilia e Mario D’agostino sono scesi in campo in difesa del presidente del Civico consesso, condannando pesantemente l’atteggiamento del capogruppo chiedendo a quest’ultimo un chiarimento. Ma Carmelo Valentino non solo non ha fatto nessun passo indietro, ma ha addirittura rilanciato. In suo soccorso sono arrivati tre esponenti della precedente amministrazione: l’ex sindaco Mauro Passalacqua, e gli ex assessori Antonella Garipoli e Marcello Muscolino che tramite un documento piccato hanno chiesto le dimissioni di Antonio D’Aveni da presidente del consiglio per inadempienze istituzionali definendolo “inadeguato” al ruolo che ricopre. D’Aveni viene tacciato di essere portatore di un vecchio e superato modo di fare politica. “In adeguata sede politica – scrivono Passalacqua, Garipoli e Muscolino – in un luogo dove ci si confronta politicamente anche e soprattutto su posizioni diverse, neanche un Presidente del Consiglio può zittire un Consigliere eletto per dare la parola ad un tecnico . Un modo di fare, quello di D’Aveni che i tre ex amministratori definiscono senza mezzi termini “politicamente scorretto”. La tensione è palpabile, ma il primo cittadino getta acqua sul fuoco e si è limitato a sottolineare che la nostra città in questo momento non può permettersi una politica litigiosa. “ Le questioni personali vanno messe da parte – ha concluso Giardina – è necessario remare tutti dalla stessa parte”.Oggi il presidente D’Aveni ha deciso di rispondere alle accuse e lo ha fatto ai microfoni di Tele90. L’intervista sarà all’interno del tg90 del 7 gennaio 2013

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