Nizza di Sicilia. Diventa un ”caso politico” la vicenda della Galleria d’arte

NIZZA DI SICILIA – Tre interrogazioni, due riguardanti temi che continuano ad essere oggetto di dibattito in paese, e alle quali si chiede risposta scritta e trattazione in consiglio comunale, sono state inoltrate al sindaco Di Tommaso e al presidente del Consiglio, Carmelo Rasconà, dai consiglieri d’opposizione ”Libera Nizza” di cui fanno parte la capogruppo Domenica Brigandì, Carlo Gregorio, Aurora De Filicaia, Francesco Miceli e Paolo Scalici. Il primo punto di domanda sollevato è quello del Piano finanziario dell’Ato per il 2013 che ”rispetto allo scorso anno – viene evidenziato – è passato da circa 480mila euro a 624.915,22, a fronte di un servizio sempre più scadente”. In particolare, dicono quelli della minoranza, la voce relativa al lavaggio e spazzamento strade corrispondente ad euro 204.371,30 è a dir poco eccessiva, in quanto il servizio non è stato svolto dagli operai dell’AtoMe4, e in determinati periodi le strade comunali sono rimaste sporche e indecorose e sarebbero rimaste tali se non si fosse sopperito, in parte, con le “borse lavoro” che non riescono, tuttavia, a coprire completamente il territorio comunale”. Ed ancora, che tutti i costi inseriti nel Piano finanziario dell’Ato sono aumentati in maniera esponenziale da quando la gestione dei rifiuti urbani è stata affidata all’AtoMe4, senza che i servizi siano migliorati, al contrario stante lo stato di liquidazione dell’ente, negli ultimi anni sono ulteriormente peggiorati in qualità e quantità degli interventi, con significativi disagi e rischi per la salute pubblica soprattutto nel periodo estivo” Il gruppo ”Libera Nizza”, che ha sollecitato l’amministrazione ad attivarsi a verificare le voci del piano finanziario e contestare, eventualmente, all’Ato i servizi non effettivamente resi, auspica un successivo rimborso ai cittadini. L’opposizione rimarca inoltre che il ”tributo comunale sui rifiuti e servizi, la famigerata Tares, è notevolmente aumentato rispetto allo scorso anno per le utenze domestiche e, in particolare, per gli esercizi commerciali e che che tali tariffe hanno ”subito aumenti anche del 60-80% rispetto allo scorso anno, per coprire al 100% i costi dell’Ato Me4 relativi all’anno 2013”. Altra interrogazione rivolta al sindaco, e della quale anticipiamo alcuni passaggi, è la ventilata vendita di un locale della Galleria d’arte di proprietà del Comune, notizia che ha sollevato più di un interrogativo e ancorché scandalo nell’opinione pubblica nizzarda. Secondo le voci ricorrenti, l’alienazione di parte dell’immobile, 136 mq, servirebbe a dare una boccata d’ossigeno alla disastrosa situazione economica-finanziaria del Comune. E sul punto, i consiglieri di minoranza sostengono che, comunque, il ricavato non risanerebbe le casse comunali. I cinque dell’opposizione, esprimendo la loro contrarietà alla vendita, chiedono al sindaco ”quali siano gli sviluppi del caso e i prossimi intendimenti dell’amministrazione e quale sia la destinazione della somma derivante dall’eventuale alienazione del bene pubblico”. I rappresentanti della minoranza esprimono poi disappunto per una vicenda così delicata, che ”viene affrontata con leggerezza”. Nell’ultima interrogazione la Brigandì, Gregorio, la De Filicaia, Miceli e Scalici parlano del mal funzionamento delle linee di telefonia pubblica e privata, fissa e mobile, e del segnale televisivo del digitale terrestre, problematiche queste che ”interessano tutti i cittadini e che ci risulta – dicono – non siano state mai affrontate, né con la richiesta di finanziamenti né con la segnalazione alle società preposte ai vari servizi telefonici, telematatici e televisivi”.

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