Nizza di Sicilia. Tremila euro in due mesi per acquisto carburante per i mezzi comunali

NIZZA DI SICILIA – Con due determine del capo area servizi finanziari, relative alla fornitura di carburante per gli automezzi comunali per i mesi di settembre e ottobre scorsi, è stata liquidata al titolare del distributore Esso di Nizza Sicilia la complessiva somma di 2.997 euro, Iva compresa. Esattamente, come si riscontra dalle determinazioni, la n. 89 del 31 dicembre scorso, 1.360 euro sono stati spesi a settembre, vale a dire un rifornimento giornaliero di carburante pari a 45,33 euro, e la n. 88, sempre risalente a dicembre 2013, dell’importo di 1.637 per il mese di ottobre, 52,80 al giorno. Una cifra cospicua ma necessaria per consentire ai dipendenti di fruire dei mezzi per assolvere i compiti d’ufficio. Anche se c’è da chiedersi se sia il caso di trovare le opportune contromisure per ridurre i costi in un periodo in cui i contribuenti sono sottoposti a pressione fiscale ”lacrime e sangue”. Nel limitrofo comune di Alì Terme l’amministrazione del sindaco Marino per acquisto carburante spende mediamente 700 euro al mese, così come ci ha confermato il responsabile dell’area economico-finanziaria rag. Carmelo Carella. Una differenza di non poco conto, anche se il parco automezzi dei due Comuni è di numero pressoché uguale. Nizza, non supera i 6 mezzi, qualcuno forse in più di Alì Terme. Ma siamo lì. A meno che a Nizza gli impegni istituzionali da assolvere al di fuori dei confini comunali, siano tali e tanti da dover impegnare con frequenza le auto di servizio. Discorso a parte il trasporto giornaliero degli alunni, e il costante andirivieni dei vigili urbani per garantire il controllo del territorio e il rispetto del codice stradale. Servizi questi, che al di là delle importanti somme da impegnare, vanno assolutamente garantiti. Comunque, il dato fornito dal comune di Nizza per saldare il conto per il carburante dei due mesi in questione, settembre e novembre scorsi, se raffrontato alle 700 euro mensili di Alì Terme, sembra piuttosto elevato. Si potrà obiettare, che i quasi 3 mila euro liquidati al titolare della Esso di Nizza rientrano nella normale gestione politico-amministrativa del Palazzo e che sono quindi da ritenere compatibili con le dinamiche necessarie per un ottimo funzionamento dell’apparato. Da qualche parte si potrà anche dire che andare a spulciare i conti in tasca del Comune è da ritenere esercizio mirato a dare un’immagine di ”spendaccioni”. Non è così, se si tiene presente che la ”cassa” appartiene a tutti e che la sua gestione non è assolutamente un affare di pochi. Ma questo è un altro discorso. Rimane però l’indifferibile necessità di armonizzare i costi.

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