Nizza di Sicilia. “Caso depuratore”, sopralluogo del Pd e dei tecnici. Obiettivo: eliminare i cattivi odori

NIZZA DI SICILIA – Il Pd cercava di capire. L’amministrazione pensava a giustificarsi. Questo il quadro ieri mattina in contrada Piana durante il sopralluogo effettuato al depuratore consortile su richiesta del circolo Pd. Sono state messe nero su bianco le problematiche connesse al malfunzionamento dell’impianto, con particolare attenzione all’emissione di cattivi odori, che ormai da troppo tempo esasperano i cittadini. Al sopralluogo hanno partecipato il segretario del Pd, Franco Parisi, assieme ad una delegazione di tecnici composta dagli ingegneri Davide Parisi, Natale Briguglio e Carmelo Ruota, il dirigente dell’area tecnica, ing. Gianni Briguglio, gli assessori Salvatore Bruno e Francesco Santisi, gli ex consiglieri comunali del gruppo “Cambia Nizza”, Carmelo Campailla, Giacomo D’Arrigo e Antonietta Cintorrino e il dottor Ulderigo Diana. Gli ex rappresentanti dell’opposizione hanno insistito sul credito che il comune nizzardo vanta nei confronti di Fiumedinisi, che usufruisce dell’impianto assieme al Comune di Alì Terme. Il debito del centro collinare ammonta a oltre 100 mila euro. Per “Cambia Nizza” bisogna al più presto recuperare le somme per poterle poi investire nel potenziamento del depuratore. Buone notizie arrivano dall’amministrazione: la squadra di governo cittadino ha programmato degli interventi che, secondo il parere degli esperti interpellati dal Comune, riusciranno a risolvere il problema dei cattivi odori. “E’ stata riscontrata – ha detto l’ingegner Briguglio- una carenza di ossigeno nelle vasche di ossidazione dei reflui. Il sindaco Giuseppe Di Tommaso ha già disposto la chiusura della vasca lato Messina per poter consentire i lavori di adeguamento. Saranno installate delle pompe –ha annunciato il dirigente – adatte all’areazione mentre nei due mesi di maggiori afflusso di reflui, luglio e agosto, si provvederà ad insufflare ossigeno pure nelle vasche”. Interventi tampone che costeranno all’amministrazione 13 mila euro, ma che comunque non risolveranno il problema in modo definitivo. Soddisfatto, ma comunque critico, il segretario del Pd Franco Parisi: “Abbiamo fortemente voluto questo incontro anche perché – ha detto – ci sono periodi in cui i cattivi odori diventano davvero insopportabili, soprattutto per chi abita nelle vicinanze”. Parisi ha le idee chiare sul da farsi: “Toccherà adesso a noi e ai nostri esperti dare una valutazione. Piuttosto che fare interrogazioni alle quali l’amministrazione avrebbe risposto tra due mesi ed in modo superficiale, abbiamo preferito venire sul posto. Non basta solo criticare – ha aggiunto il segretario democratico – ma bisogna agire concretamente per il bene della cittadinanza”. Franco Parisi ha rassicurato infine i cittadini nizzardi: “Seguiremo passo dopo passo le mosse future dell’amministrazione e se il problema non verrà risolto non esiteremo ad intervenire di nuovo”. Insomma il Pd non ha intenzione di mollare sul “caso depuratore”. Analizzando l’aspetto prettamente tecnico, i correttivi necessari per rendere più funzionale l’impianto sono stati illustrati dall’ingegnere idraulico Davide Parisi che insieme al pool di tecnici interpellati dal Pd prospetterà all’Amministrazione un’ipotesi progettuale di intervento per migliore l’efficienza del depuratore. “Negli anni tante apparecchiature si sono guastate e sono obsolete per cui – spiega l’ingenere Parisi – bisogna intervenire”. Il tecnico parla di una vera emergenza legata all’impianto consortile: “ Proporremo una soluzione tampone per quella che è diventata un’emergenza. L’intervento programmato dall’amministrazione è valido – conclude Davide Parisi – ma potrebbe non essere sufficiente”. La risoluzione del malfunzionamento del depuratore di contrada Piana rimane un’utopia. Gli unici interventi attuabili possono solo tamponare l’emergenza. Solo lo spostamento più a monte dell’impianto consortile potrebbe rappresentare una svolta. Un progetto di cui l’amministrazione Di Tommaso aveva parlato: l’idea era quella di trasferire il depuratore in un’area che si trova nel territorio del comune di Fiumedinisi. Se ne era parlato appunto. Ma le parole, da sole, servono a ben poco.

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