Nizza Sicilia. Giacomo D’Arrigo: ”La mia nomina a presidente dell’Ang un’attenzione in più del Governo per i giovani del Sud”

NIZZA DI SICILIA – Del prestigioso traguardo centrato  da Giacomo D’Arrigo (nella foto)  con la presidenza dell’Agenzia nazionale giovani, si discute e parecchio non solo in ambienti accreditati ma pure tra la gente che con la politica non ha niente con cui spartire. Unanime è la soddisfazione dei circoli Pd della zona ionica, che adesso possono vantare un D’Arrigo dai poteri paragonabili a quelli di un sottosegretario. Le funzioni dell’Agenzia, da dove transitano milioni di euro della Comunità europea destinati al mondo giovanile, sono infatti assimilabili a quello di un vero Ministero. Intanto, gli attacchi di alcuni media nazionali che nei giorni scorsi avevano colpito D’Arrigo per colpire il segretario Pd Matteo Renzi, hanno dato spunto ad un ventaglio di commenti nel tentativo di sminuire le capacità di D’Arrigo, al quale viene rinfacciato che per raggiungere il prestigioso obiettivo abbia beneficiato dei vecchi sistemi della politica. Insomma un D’Arrigo ”raccomandato” Chi si aspettava, quindi, un coro unanime di complimenti nella sua terra d’origine per D’Arrigo è rimasto deluso. In buona sostanza, gli si dice che se non fosse stato nelle grazie di Renzi non avrebbe mai potuto pensare alla direzione dell’Agenzia. ”Le cose non stanno assolutamente come le si vuole fare apparire – ci dice D’Arrigo -, sono stato scelto non dal sindaco di Firenze Renzi o dal ministro Del Rio, coi quali non nego l’amicizia, ma dal Consiglio dei ministri su proposta della ministra all’Integrazione Kashetu Cécile Kyenge. Si è tenuto evidentemente conto del mio impegno e l’esperienza acquisita nel sostenere le politiche giovanili soprattutto quando ero presidente di Anci giovani nazionale, da me fondata. Dire dunque che Renzi o altri abbiano esercitato ”pressioni” è inesatto così come posso affermare senza problemi che il Pd non ha ostacolato la mia nomina. Quanto è stato detto – prosegue D’Arrigo – fa parte della normale dialettica politica, mentre la ricostruzione giornalistica che ne è seguita ritengo sia oltremodo esasperata e di parte. L’incarico che il Governo mi ha assegnato è, comunque, da ritenere un segnale di attenzione particolare ai giovani del Sud, alla realtà siciliana e della nostra provincia. Questo è quello che più conta”. Sulla sua indennità di carica, 167 mila euro lordi annui, D’Arrigo taglia corto: ”Siamo lontani dalla realtà e sarebbe stato più esatto parlare di metà della cifra”. Giacomo D’Arrigo, ”Giacumeddu” per gli amici più stretti, non è per nulla infastidito dai ”rumors”. Adesso in attesa degli impegni che lo poteranno anche a Bruxelles, si gode il meritato successo a Nizza, dove abita in via Garibaldi con la madre, Laura Fleres, dirigente scolastico ad Alì Terme, il padre Pippo, ex docente alle scuole superiori, e le sorelle Antonina e Angela. Una famiglia come tante altre, con il ”vizio” però della politica. D’Arrigo proprio a Nizza, dove è stato consigliere di minoranza e attivista di sinistra, ha mosso i suoi primi passi in politica. E’ attualmente vicepresiente della fondazione ”Big Bang” che raccoglie in Sicilia i renziani, ed è numero due del responsabile Welfare del ”nuovo” Pd, Davide Faraone, e autore del libro ”L’Italia cambiata dai ragazzini. Nuovi amministratori, nuovi Comuni”.

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