Nizza di Sicilia. Il Comune intende vendere un ”pezzo” della Galleria d’arte

NIZZA DI SICILIA – Il Comune è pronto a far cassa con l’alineazione parziale, pari a 136 metri quadri, dei locali della Galleria d’arte con annessa biblioteca ”Corrado Cagli” e museo di scienze naturali. La ”trovata” è del sindaco Giuseppe Di Tommaso, e sarebbe finalizzata, così come gli consente la legge, a dare linfa alle casse che, stando al gruppo di minoranza, sono ridotte al lumicino. Il ricavato, in alternativa, potrebbe però essere destinato anche per investimenti. Dall’operazione, tenendo conto dei prezzi del mercato immobiliare di Nizza, potrebbero arrivare ad un tetto massimo di circa 250 mila euro. Una goccia nell’oceano a fronte di una situazione economica sull’orlo dello sfascio. La parte dell’immobile della biblioteca che si intede cedere è quella di pertinenza dei servizi igienici e dell’adiacente ampio salone che, come accennato, occupano complessivamente un’area di 136 mq. Verosimilmente in quella porzione d’immobile dovrebbe essere realizzata una farmacia. Infatti, stando a quanto riferito dal responsabile dell’area tecnica, ing. Giovanni Briguglio, in occasione dei lavori di un consiglio comunale, a farne richiesta, l’unica peraltro fino ad oggi, è la dottoressa Melchiorra Zahami, titolare di una farmacia sulla centralissima via Umberto I, a qualche centinaio di metri da via Comandante Todaro, dove si trova la Galleria. In buona sostanza, evitando così tecnicismi e linguaggio politichese, il Comune si priverà di 136 metri mq della struttura. Per aggiudicarsi i locali, ovviamente, potranno partecipare altri soggetti che andranno così ad aggiungersi alla titolare della farmacia Zahami che, come detto, ha già manifestato interesse. In caso di altri eventuali acquirenti, si andrà ad un’asta vera propria. E a chi offrirà, dunque, il maggior importo, partendo dalla cifra base che sarà stabilita, andranno assegnati i 136 metri mq. della Galleria. Se parteciperà un unico concorrente, si procederà inevitabilmente alla vendita tenendo conto del prezzo base attribuito al valore dell’immobile. Un’operazione questa dell’alineazione parziale della Galleria, che continua ad innescare interrogativi e commenti non solo in ambienti politici. Infatti è ritenuta fuori dagli schemi caratterizzanti l’orgoglio nizzardo e ancorché inutile in un’ottica di vantaggio economico in quanto, viene inoltre rimarcato, non andrà a risolvere i gravi problemi di cassa dell’amministrazione Di Tommaso o, viceversa, non cambierà le sorti di Nizza se si decidesse di impiegare in investimenti i soldi ricavati dalla vendita. E poi, sostiene il consigliere di minoranza Carlo Gregorio, si andrà ad ”azzoppare” irreversibilmente una struttura considerata, a ragion veduta, vanto della cittadina nizzarda e punto d’interesse culturale per l’intera riviera ionica. Sulla vicenda, Gregorio presenterà un’interrogazione a Di Tommaso. L’immobile venne costruito negli anni ’70 su iniziativa dell’amministrazione del compianto primo cittadino Francesco Romeo con l’intento di ricavarne un mercato ittico coperto. Di Tommaso, eletto nel frattempo sindaco, decise poi di riconvertire la struttura in Galleria d’arte con annessa biblioteca.

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