Calcioscommesse, interrogato il santateresino Spadaro: “Nessun contatto per taroccare partite”

Nessun contatto con i giocatori di serie A, o almeno nessun contatto per taroccare partite, ma semplici conoscenze, amicizie di lunga data, che mai avrebbero avuto a che fare con le scommesse sul calcio. Si è difeso così, nel corso dell’interrogatorio davanti al gip di Cremona Guido Salvini, Salvatore Spadaro, meglio conosciuto come uno dei due mister X nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse denominata Last Bet. Il difensore di Spadaro, Alessandro Billè, del foro di Messina, al termine dell’interrogatorio di ieri ha dichiarato che il suo assistito ha spiegato al gip di essere “solo un esperto giocatore” e di non conoscere dirigenti delle squadre di calcio e ancora che Spadaro con la sua esperienza di giocatore di poker e di altri giochi, studiando le classifiche e le statistiche azzeccava i risultati”. Solo, quindi, un fatto di esperienza e di fortuna.
L’avvocato non ha spiegato, però, come Spadaro ha motivato gli incontri accertati dalle indagini, tra lui e l’ex capitato del Bari Antonio Bellavista, all’hotel Una Tocq di Milano in occasione di alcune partite. Attorno al nome di Spadaro ruotano una serie di gare che si riferiscono al campionato di serie B e Lega Pro.
Dalle intercettazioni telefoniche si evince che Spadaro utilizzava un linguaggio criptato, per esempio “Mari, monti o collina?” per inquinare, truccare, manipolare le partite di A, B o Lega Pro, definiti appunto rispettivamente mare, monti o collina. Un linguaggio criptato, dunque, sfruttando, come si legge tra le carte dell’inchiesta, anche “le informazioni raccolte sugli accordi presi tra società che concordavano i risultati”.
“L’ordine arrivava mezz’ora prima”. Puntava alto mister X, Spadaro puntava alla Serie A. “Ciò non significa con certezza — precisa il giudice Salvini nell’ordinanza di arresto — che per tutte le numerose partite indicate un accordo corruttivo sia stato raggiunto. Tutte comunque sono state certamente oggetto di sondaggi, trattative e interventi in tal senso da parte degli indagati e delle persone a loro vicine e proprio la reiterazione di tali tentativi rappresenta uno degli elementi costitutivi del reato associativo”. Secondo la Procura di Cremona, inoltre, c’era anche un piano per i mondiali: l’organizzazione progettava “a quanto sembra,un piano di interventi illeciti sui prossimi Campionati del mondo che si svolgeranno in Brasile”.

 

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