Alì Terme. Vigilessa intransigente multa l’auto di servizio e quella del sindaco

ALI’ TERME – Storie di vigili che fanno discutere. Succede che il Comune di Alì Terme ha multato se stesso per un eccesso di zelo di un 
vigile urbano in gonnella, contrattista ad ore. La vigilessa, M. I., ha elevato contravvenzione di 28.75 euro alla sua auto di 
servizio che qualcuno, dipendente o politico del Comune, aveva lasciato in divieto di sosta. L’autovettura, una Fiat ”Brava”, 
utilizzata dal Corpo dei vigili urbani, era sulle strisce gialle, proprio di fronte all’ingresso di Palazzo municipio della 
centralissima via Francesco Crispi. Pochi giorni prima l’agente di polizia municipale, riportando d’attualità le gesta 
dell’intransigente vigile del film interpretato da Alberto Sordi, aveva ”punito” pure il sindaco, Giuseppe Marino, per aver lasciato 
l’auto di proprietà, una Fiat ”Punto” in sosta vietata. Giusta la sanzione. Nel caso della ”Brava”, la ”vigile vigilessa” ha 
avuto uguale determinazione autopunendosi e punendo, inevitabilmente al contempo, anche il suo ”datore” di lavoro, il Comune, 
smentendo in questa occasione quanti dicono che spesso si fanno due pesi e due misure. La contrattista vigile ha avuto un momento di 
disattenzione, oppure ha inteso dare una ”lezione” a chi, collega o amministratore comunale, ha violato il codice stradale per 
ricordargli che la legge è uguale per tutti? Di sicuro c’è che sul scruscotto della ”Brava” era esposta in evidenza la paletta di 
servizio con la scritta ”Polizia municipale – Comune di Alì Terme”. Nel mirino dell’agente in gonnella, come accennato, era finito 
pure il sindaco del centro termale Marino. Per raggiungere il vicino Municipio aveva parcheggiato la sua Fiat ”Punto” sulla via Crispi occupando parte della fermata dei pullman a ridosso dell’area pedonale di Piazza Prestia. Al ritorno ha trovato sul parabrezza la ”sorpresa”, 58.70 euro di multa. Senza batter ciglio, il sindaco ha subito pagato con l’apposito vaglia postale. I due episodi nell’arco di una quindicina di giorni. Palazzo comunale, comunque, a meno che la vigilessa decida di mettere mano in tasca per pagarsi la multa che,  seppur indirettamente, si è fatta, dovrà adesso far fronte alla sanzione attingendo, ovviamente, dalle proprie casse ma per fare ciò è necessaria una delibera di Giunta ad hoc. Come dire, il Comune dovrà prima prevelare per poi depositare la somma nello stesso cassetto. Una  specie di gioco delle tre carte in  modo da far quadrare il conto. Nel frattempo, la vigilessa potrebbe contestare il verbale e far ricorso contro se stessa. Una cosa è certa, qualcuno dovrà pur pagara la contravvenzione.

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