Alì Terme. Istituzione della Tares, il sindaco Marino: ”Una scelta politica per garantire altri essenziali servizi”?

ALI’ TERME – Tares o Tarsu, poco interessa il nome ai cittadini perché, comunque, sono chiamati a pagare, con

disappunto, un ulteriore costo al rialzo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che dev’essere a totale carico delle comunità.

Da parte loro, i Comuni si sono così visti costretti dal Governo centrale a fare i conti in tasca ai disperati

contribuenti, già sottoposti a notevole pressione fiscale. Ad Alì Terme è stata applicata la Tares, che tiene

conto della consistenza dell’alloggio e delle persone che ci abitano. Il Consiglio, per il 2013, avrebbe

potuto lasciare le tariffe della vecchia Tarsu senza cioè alcun aggravio ma alla fine ha potuto decidere per la nuova imposta Tares

perchè al 28 ottobre scorso non aveva ancora approvato il bilancio di previsione. In quei Comuni invece

che a quella data avevano chiuso i bilanci per l’anno 2013 si sono tenuti la Tarsu. Ed ecco l’assurdo

tutto italiano: a distanza di pochi chilometri ci saranno famiglie che pagheranno la Tares

che comprende anche i servizi cosiddetti indivisibili, come ad esempio il costo della pubblica illuminazione,

e altre la Tarsu, il che significa quote differenziate da versare. Allo Stato, ricordiamo, va lo 0,30 euro

per ogni metro quadrato d’appartamento. I contribuenti ad Alì Terme dovranno far fronte alla prima rata del

2013 entro il 16 dicembre prossimo, la seconda, a saldo, non oltre il 28 febbraio 2014. A conti fatti, rispetto

allo scorso anno, si registra nel centro termale un aumento del 30% per le utenze domestiche e del 100%

per quelle non domestiche.

Una mini-stangata? Il sindaco Giuseppe Marino allarga le braccia: ”Assolutamente sì, anche se non voluta

da noi ma, è bene ricordarlo,

dal Governo centrale. Chiamamola Tarsu o Tares ha poca importanza perché bisognerà in ogni caso mettere mano

al portafoglio. Abbiamo scelto la Tares – rileva Marino – affinché il Comune possa coprire per intero, così

come imposto dallo Stato, le spese per la raccolta e smaltimento in discarica dei rifiuti, che ci costa 1.300

euro al giorno, che all’anno fanno 480 mila euro. Se non avessimo adottato questa misura, avremmo dovuto

racimolare la somma rimanente rivedendo altri capitoli di spesa, il che significava aumentare la retta della

refezione scolastica, una delle più basse dell’intero versante ionico, o abolire il servizio d’assistenza

agli anziani bisognosi, che incide a totale carico delle casse comunali per circa 120 mila l’anno. Noi

abbiamo fatto una scelta politica ben precisa – continua Marino – optando per la Tares, per evitare di

gravare sulle famiglie degli scolari o, addirittura, lasciare in abbandono gli anziani con conseguente

perdita di posti di lavoro. In alcuni Comuni si è scelta la Tarsu ma questo secondo me – dice il sindaco –

non cambia nella sostanza la questione perché l’eventuale somma mancante da integrare per far fronte alle

spese del servizio rifiuti, dovrà in qualche maniera essere racimolata da tasse imposte ai cittadini. A

meno che gli amministratori mettano mano alle proprie tasche, il che mi sembra una ipotesi improbabile.

Certo si può alleggerire la pressione fiscale a patto però che tutti paghino e in questa direzione saranno

mirati i nostri sforzi per individuare eventuali evasori. Altra sensibile diminuzione della Tares quando

si andrà alla raccolta differenziata ed entreranno in fase operativa gli Aro. Ma ci vorrà tempo”.

Leave a Response