Taormina. Centro cardiologico, ridotte le radiazioni negli interventi

TAORMINA – Un altro straordinario traguardo è stato raggiunto dal Centro Cardiologico Pediatrico Mediterraneo-Bambino Gesù di Taormina: si tratta di un nuovo sistema, risultato di anni di ricerca, che riduce al minimo l’esposizione radiologica nei bambini sottoposti ad una procedura di elettrofisiologia. La tecnica consente una navigazione magnetica innocua all’interno del cuore e la ricostruzione tridimensionale delle camere del muscolo cardiaco. Tutto ciò con  l’ausilio di alcuni cateteri che permettono al cardiologo di muoversi con precisione all’interno del cuore stesso limitando l’utilizzo delle apparecchiature radiologiche se non addirittura azzerandolo. Un primo intervento con l’impiego di questa nuova metodologia, è stato eseguito con grande successo al CCPM dall’équipe del reparto di cardiologia diretto dal dott. Paolo Guccione, guidata dal cardiologo Alfredo Di Pino (referente per l’elettrofisiologia del Centro) insieme al cardiologo Elio Caruso, su un bambino di sette anni affetto da tachicardia parossistica, un disturbo frequente nel bambino e nell’adolescente. Tale patologia è causata da un’anomalia del sistema di conduzione del cuore che, in particolari condizioni, dà origine ad un’attivazione elettrica delle strutture cardiache particolarmente rapida, con impulsi che viaggiano all’interno di un circuito non fisiologico, anomalo. Il bimbo di 7 anni sottoposto per primo a questo nuovo intervento adesso sta bene ed potrà tornare a casa dopo appena due giorni di degenza, senza dover più assumere farmaci per la correzione dell’aritmia e soprattutto senza dover più subire altri interventi in futuro.”La procedura combinata di crioablazione e l’utilizzo del sistema di mappaggio tridimensionale ci ha consentito addirittura, in questo caso, di non esporre il paziente a radiazioni per l’intera durata della procedura”. Questo tipo di aritmie è curato ormai in maniera definitiva al CCPM, attraverso l’interruzione della branca anomala del circuito per mezzo di una lesione. La procedura, denominata “ablazione trans catetere”  è molto complessa e deve essere eseguita in laboratori dedicati, dotati di supporti tecnologici all’avanguardia, che adesso, al CCPM, si arricchiscono di questa nuova tecnica. “Siamo molto soddisfatti  dei risultati conseguiti –conclude il dott. Di Pino- mi auguro che in futuro questa procedura possa essere estesa anche ad altri tipi di aritmie dei bambini”.

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