Villaggio Le Rocce: scontro tra Provincia e Regione

TAORMINA – Il villaggio Le Rocce torna al centro delle polemiche. Dopo lo stop da parte del Consiglio comunale di Taormina al progetto di riqualificazione presentato da un privato, esprimendo al contempo la disponibilità a valutare il progetto qualora venga rivisto e proposto in termini di infrastruttura ecosostenibile, sono pervenute negli ultimi giorni a Palazzo dei Giurati due comunicazioni, che sembrano non essere compatibili tra loro. La Provincia, ente proprietario dell’immobile, con una nota a firma del Rup, Benedetto Sidoti Pinto, richiama la conferenza dei servizi tenutasi a Palazzo dei Leoni lo scorso 27 agosto e la successiva approvazione del progetto affermando che “nulla si ha da eccepire in linea di massima sui criteri tecnici eseguiti”. Per la Provincia, insomma, la proposta preliminare fatta dal privato sarebbe dotata “di tutte le approvazioni e le autorizzazioni di legge, previste per il livello di progettazione” ed “il progetto preliminare di finanza è meritevole di approvazione per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro”.     Da parte sua la Regione, con il Servizio 1-Vas-Via dell’assessorato Territorio ed Ambiente, chiede, invece, approfondimenti al Comune sul progetto, previsto a Mazzarò  e quindi in zona Sic (Sito di importanza comunitaria). “Con provvedimento del 12 agosto 2009 – scrive il dirigente responsabile Giorgio D’Angelo – in seguito ad una richiesta prodotta dal Comune  di Taormina di procedere in via sostitutiva alla Valutazione di Incidenza dell’elaborato, ha ritenuto che il progetto, così come proposto, non sia idoneo a garantire la tutela e la conservazione dei valori naturali del Sito di importanza comunitaria in questione, pertanto lo stesso non può essere autorizzato”. La Regione chiede quindi al Comune dettagliate informazioni sulle opere ed interventi previsti nel progetto preliminare presentato dalla Provincia. Lo scontro si è quindi consumato: la Provincia dà il via libera all’elaborato, mentre dalla Regione arriva il veto in quanto il progetto non è idoneo a garantire la la conservazione dei beni naturali del sito.

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