Alì Terme.Sì della Regione al piano di intervento dell’Aro “Valle del Nisi”

ALI’ TERME –  Il Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti ha accolto e approvato le delibere propositive di Giunta dei comuni di Alì, Alì Terme, Nizza di Sicilia e Fiumedinisi, riguardanti il Piano d’intervento dell’Aro (Ambito di raccolta ottimale). Le quattro municipaltà fanno parte del consorzio ”Valle del Nisi”.  Dunque una  autorizzazione, la prima nel versante ionico messinese, che dà via libera ad un modo nuovo e più efficiente di smaltire l’immonzia  urbana. Almeno questo si spera. Da dire, comunque, che gli Aro hanno pure la possibilà di gestirsi il servizio in forma singola. L’Aro delle quattro municipaltà andrà ad operare all’interno di una Società di regolamentazione del  servizio di raccolta (Srr), che subentrrà all’Ato4 che dovrebbe chiudere i battenti il 30 settembre anche se si parla  di uno slittamento della data al 31 dicembre prossimo. Ma non ci saranno altre proroge. Dunque, dal 2014, si cambia registro con un servizio che dovrebbe essere ottimale, non da ultimo meno costoso e in linea, ci si augura, con gli standard di numerose realtà del nord  Italia. Gli Ato hanno fatto il  loro tempo, una scelta politica del Governo regionale rivelatasi fallimentare sia nella pianificazione del servizio nel suo insieme, che per  quanto riguarda la raccolta differenziata mai attivata nonostante i buoni propositi, e relativamente allo sciupio di denaro pubblico, con debiti per svariati milioni di euro. Insomma, una esperienza da dimenticare per gli amministratori  comunali alle prese  con continui problemi anche  di natura economica. Infatti, la  quasi totalità dei Comuni della  ionica è letteralmente strozzata dai debiti con l’Ato4. Soddisfazione esprime  l’assessore all’Igiene  di Alì Terme, Mariarita  Muzio: ”Adesso Alì, Alì Terme, Fiumedinisi e Nizza  di Sicilia – ha detto  – devono organizzarsi per predisporre un piano d’intervento per la riorganizzazione e gestione del servizio di raccolta differenziata, spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, in forma singola o associata e, inoltre, dovranno attenzionare il costo del personale, dei mezzi e delle attrezzature. Ciò per evitare di creare problemi di cassa ai nostri Comuni con conseguenti effetti negativi che potrebbero vanificare i nostri sforzi. A  fronte di  un buon servizio – ha chiuso la Muzio – da non sottovalutare il previsto risparmio di risorse a tutto vantaggio dell’utenza”. Che fine faranno gli operatori ecologici compresi gli autisti dei camion? Gli operai finora impiegati dall’Ato4, saranno assorbiti dall’ Aro ”Valle del Nisi”, il che  significa far ritorno nei quattro Comuni d’origine, per cui non ci dovrebbe essere nessuna questione nell’aver a disposizione una forza  lavoro già collaudata.  L’Aro ”Valle del Nisi” avrà la possibilità di realizzare isole ecologiche o centri comunali di raccolta (Ccr), dove i cittadini potranno conferire i rifiuti differenziati con sistemi di imballaggio predisposti dai Comuni.  Un  buon stratagemma perché agli utenti saranno fatti sconti sui costi del servizio. Scompariranno così da piazze e strade i maleodoranti e ricolmi cassonnetti con rifiuti sparsi anche a terra che fino ad oggi ammorbano l’aria. La differenziata, stando al Dipartimento regionale, deve  superare il 50 per centro, compreso l”umido” che, stando agli esperti del  settore, potrebbe  creare qualche problema  sia per  quanto riguarda la raccolta  e il compostaggio. Tra gli obiettivi che  si pone la Regione, tra l’altro, c’è infatti il miglioramento della  qualità dell’ambiente con la raccolta differenziata attraverso l’istituzone di Centri ecoligici multimediali. Questo consentirà di potenziare la riduzione del riuso e il riciclaggio dei materiali destinati in discarica. In questa fase il  Dipartimento regionale ha indicato solo le linee di indirizzo, rimandando la definizione del capitolato d’oneri e il  quadro  economico di spesa. Quindi ad Alì, Alì, Terme, Fiumedinisi e Nizza si sa già che  con  il nuovo anno si gira pagina sullo smaltimento dei rifiuti urbani e questo presuppone inoltre un cambiamento di cultura per accettare le nuove ”sfide” dell’immediato futuro. 

 

 

Leave a Response