Palermo. Ddl città metropolitane, Crocetta rasserena i sindaci dei comuni

PALERMO – Dopo l’assessore Patrizia Valenti e il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, anche il presidente Crocetta tenta di rassicurare i sindaci dei comuni che secondo il ddl dovrebbero essere inglobati nelle città metropolitane di Messina, Catania e Palermo. Il provvedimento, che  riguarda in totale 52 comuni siciliani, è stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta regionale e adesso passerà all’esame dell’assemblea. Il governatore frena e garantisce che  “si tratta di una bozza che può essere modificata e approfondita tenendo conto di tutte le segnalazioni”. L’esecutivo in realtà con l’approvazione del ddl ha già chiarito le intenzioni del governo regionale riguardo un provvedimento che ha messo sul piede di guerra tutti gli amministratori coinvolti. Solo qualche giorno addietro a Fiumedinisi i 13 sindaci, facenti parte della città metropolitana di Messina, si sono confrontati con Valenti e Ardizzone sul disegno di legge. I rappresentanti regionali hanno chiarito che si tratta di un provvedimento perfettibile e suscettibile di qualsiasi modifica. Stesso messaggio lanciato oggi dal presidente Crocetta che forse avrebbe dovuto convocare gli amministratori dei 52 comuni prima dell’approvazione dell’atto da parte dell’esecutivo. Ma come si dice meglio tardi che mai. Nelle prossime settimane intanto ci saranno dei nuovi incontri tra i sindaci dei 13 comuni della provincia di Messina e  l’assessore regionale alle autonomie locali, anche se le posizioni degli amministratori sono chiare e decise: a non convincerli sarebbero le competenze attribuite al sindaco della città metropolitana che gestirebbe i bilanci di tutti gli altri centri privandoli dell’autonomia amministrativa  “Non ci ridurremo come i villaggi della periferia di Messina – ha detto l’assessore di Roccalumera Ettore Fleres. A fargli eco anche il sindaco di Mandanici: “Solo chi vive a stretto contatto con il nostro territorio può comprendere a fondo i problemi dei cittadini” ha detto. Ciò che invece preoccupa Alessandro Rasconà, sindaco di Fiumedinisi è il lungo iter da seguire per ogni provvedimento: “Sarà necessaria l’approvazione della conferenza dei sindaci metropolitani per mettere in atto il minimo provvedimento, così – ha concluso – non potremo più dare risposte ai nostri cittadini”. Intanto, tramite referendum, saranno proprio i comuni a scegliere di aderire alla città metropolitana o ai liberi consorzi che però, devono raggiungere un minimo di 150mila abitanti.

Leave a Response