Taormina. Chiusura tribunale, domani la protesta di sindaci e avvocati

TAORMINA – Si sta provando in tutti i modi a scongiurare la chiusura del tribunale di Trappitello. Domani alle 11:30 davanti il palazzo di giustizia taorminese si riuniranno gli avvocati dell comprensorio e i sindaci per dire no allo spostamento delle attività al tribunale di Messina. Ad annunciarlo è Nunzio Cammaroto, consigliere dell’ordine degli avvocati.  Le speranze che la sede di giustizia di via Francavilla non venga soppressa sono davvero ridotte al lumicino. Il trasferimento degli incartamenti, degli atti e delle pratiche dovrebbe essere completato a giorni. Ieri davanti i cancelli del tribunale taorminese una nuova eclatante protesta ha visto protagonisti numerosi avvocati, cittadini e operatori commerciali della zona. In prima linea c’era Franz Buda, presidente del centro dei diritti del cittadino che chiede almeno “di salvare gli uffici del giudice di pace”. “Non è concepibile andare a Messina anche solo per pagare una multa” – aggiunge. Buda si è detto convinto che la soppressione del tribunale di Trappitello poteva essere evitata . Il presidente del centro diritti del cittadino inoltre ha annunciato che si recherà dal sindaco di Taormina Eligio Giardina con una delibera nella quale si chiedeva il mantenimento degli uffici del giudice di pace. “Avevamo trovato una soluzione anche per la sede – dice Buda – si tratta dei locali del Capalc – ex scuola convitto albergo di contrada S.Antonio”. Il provvedimento era stato già illustrato alla precedente amministrazione Passalacqua che però lo aveva bocciato. Ieri intanto all’ingresso del tribunale è stata posta una bandiera della Regione siciliana assieme al cartello ufficiale del sodalizio. Entrambe le effigi sono  state segnate a lutto per significare il dolore per la perdita della sede taorminese.  Sono state poste simbolicamente anche le catene al cancello esterno degli uffici. Domani dunque avrà luogo, una nuova ennesima battaglia. Forse l’ultima per cercare di scongiurare la chiusura del palazzo di giustizia che provocherà notevoli disagi a tutti i cittadini del comprensorio. Ma questo naturalmente al ministero non importa, in tempo di crisi i tagli non risparmiano nessuno.

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