Villafranca Tirrena. Città metropolitana, i 13 sindaci alzano le barricate

VILLAFRANCA TIRRENA – L’Aula consiliare di Villafranca Tirrena ha ospitato lo scorso 31 Agosto una riunione informale tra gli amministratori di tredici comuni coinvolti nella proposta di riforma degli Enti Locali, avanzata dalla Regione Siciliana, per la creazione della nuova “Città Metropolitana” di Messina. Riforma di cui si è appreso da notizie di stampa, ma della quale si sconoscono modalità e termini. Nel particolare gli Enti coinvolti per la fascia Jonica risultano Furci Siculo, Pagliara, Mandanici, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Roccalumera, Alì Terme, Alì, Itala e Scaletta Zanclea, mentre per la zona tirrenica Villafranca Tirrena, Saponara e Rometta.
Questi comuni, una volta accorpati, diverrebbero la periferia della periferia della città di Messina, una realtà che presenta problematiche ed esigenze assolutamente diverse rispetto ai centri rivieraschi. Da qui nasce la preoccupazione espressa all’unisono dai rappresentanti locali e cioè che la creazione della città metropolitana potrebbe portare a disservizi ed enormi difficoltà nel far funzionare la macchina burocratica-amministrativa, rivelandosi un fallimento, così come è stato in precedenza per la creazione degli Ato rifiuti e idrico e dei distretti socio-sanitari.
Le motivazioni della riforma voluta dalla Regione, piuttosto, paiono agli amministratori prive di un effettivo contenuto, se non esclusivamente finalizzata al raggiungimento numerico dei 250 mila abitanti, cifra quest’ultima che consentirebbe di partecipare ai nuovi criteri di bando formulati dalla Comunità Europea. Non capisce, altrimenti, come si possa pensare ad inglobare 13 Comuni che sarebbero destinati a perdere la loro identità storica, culturale e territoriale senza dimenticare anche il rapporto che andrebbe a cessare tra elettori ed eletti, amministrati ed amministratori, che nei piccoli e medi centri rimane ancora forte e dove ai cittadini resta ancora più facile il controllo dell’attività politica. Va sottolineato, inoltre, la tempistica che occorrerà nel riassetto della nuova figura territoriale con i comuni nel frattempo fermi, ad esempio, sui propri Piani Regolatori Generali. Ma dalla riunione degli amministratori sono giunte anche delle proposte e delle aperture per iniziare un percorso di razionalizzazione delle spese attraverso una prospettiva di gestione consorziata o unitaria (Unione dei Comuni) dei servizi offerti ai cittadini, rifuggendo, però, da scelte apodittiche, imposte d’autorità, senza alcun confronto con gli enti interessati e con i cittadini.
L’idea di accorpare queste diverse realtà, infine, fanno notare gli amministratori, andrebbe a contrastare i principi delle leggi Bassanini sulla semplificazione amministrativa per realizzare il cosiddetto “federalismo amministrativo”, nell’obiettivo di ridisegnare l’organizzazione e il funzionamento dell’amministrazione pubblica con particolare riferimento a quella locale. 
Nei prossimi giorni i sindaci chiederanno un incontro ufficiale con il presidente Rosario Crocetta e l’assessore Patrizia Valenti per discutere sulla riforma ipotizzata dalla Regione. Dopodiché si pensa ad una iniziativa istituzionale che investirebbe della questione i Consigli comunali per una presa di posizione ufficiale.

Leave a Response