Alì. Clima post elettorale avvelenato, spuntano le lettere anonime

ALI’ SUPERIORE – Ad oltre due mesi e mezzo delle elezioni amministrative delle scorso maggio, in paese è come se si stesse vivendo un’altra campagna elettorale dai toni velenosi ma con l’aggravante che per ”comunicare” si fa  ricorso alle lettere anomine dai contenuti offensivi e che spesso sconfinano nella sfera personale. Questo, ovviamente, non fa altro che alimentare qualche residuo di fiammella pre elettorale che genera rancori e odii. Insomma, da qualche parte si soffia pericolosamente sul fuoco. E proprio in questi ultimi giorni è stata fatta circolare un’altra lettera, manco a dirlo, priva di ”mittente”, vergata a mano, che prende  di mira ben determinate persone che hanno sostenuto  una delle due liste che si contendevano Palazzo Municipale. Vengono rivolte accuse pesantissime e offensive. Copie della missiva sono circolate pure nella vicina Alì Terme. Una situazione che genera molto disturbo e imbarazzo non solo alla gente destinataria  della lettera ma anche per quanti le elezioni si sono concluse con l’inappellabile risultato uscito delle urne di maggio. Non è, comunque, la prima volta che si ricorre all’anonimato ad Alì per infierire sugli avversari. A ciò vanno aggiunte i coincitati confronti in piazza, tra simpatizzanti dei due gruppi che, seppur con toni nervosi dal palco comiziale, si sono giocati a colpi di voto e viso aperto la scalata per conquistare la poltrona più alta del Comune. Le discussioni e le  lettere fanno riferimento a presunte promesse che avrebbero fatto cambiare idea a qualche elettore che avrebbe determinato la sconfitta o la vittoria di uno dei candidati a sindaco. Si parla pure di tradimenti dell’ultim’ora a conclusione di confronti serrati sul ”dare e avere”. Fino a qui questa sorta di ”seconda campagna elettorale” si potrebbe anche accettare, sempreché  prevalesse il buon senso, ma quando si va abbondantemente  sopra le righe la questione assume connotazioni inaccettabili che potrebbero precipitare, soprattutto se qualcuno venisse ad identificare l’autore o gli autori delle lettere. ”Le mogli e i figli non si toccano così  come pure i fatti personali”, viene ripetuto in paese dai ”saggi”. Anche il consiglio comunale ha biasimato questo comportamento, prendendo le distanze dall”anonimo scrittore”, chiunque esso sia. A quanto pare pure ai carabinieri di Alì Terme è giunta voce di quanto succede ad Alì da alcune settimane a questa parte. Fino ad oggi, sembra, che non sia stata presentata nessuna denuncia per cui i militari dell’Arma avrebbero  le mani legate per quanto riguarda una possibile attività  d’indagine, che potrebbe partire giusto appunto con una perizia calligrafica visto che l’ultima lettera, come detto, è stata scritta a mano. E in un piccolo paese come Alì risalire all’autore non sarebbe probabilmente impresa impossibile. Quello che ci si augura è una riappacifazione del paese, una famiglia allargata in pratica, ormai da svariati anni spaccato in due per ”colpa” della politica. Da dire, infine, che nell’ultimo Consiglio comunale si è dimesso il consigliere di minoranza Tino Agnello al quale subentra la prima dei non eletti, Grazia Magazzù, che nella passata legislatura fu assessore nella Giunta Satta

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