Taormina. Lirica, venti minuti di applausi per la “Cavalleria Rusticana”

TAORMINA – Venti minuti finali di applausi hanno salutato al Teatro Antico di Taormina il nuovo allestimento di “Cavalleria rusticana” che ha visto il debutto del secondo allestimento della Stagione Lirica, in uno spettacolo concepito dal regista e scenografo Enrico Castiglione come una sorta di struggente Via Crucis, grazie alla suggestiva scenografia di un’enorme croce schiacciata che ha dominato l’intero scenario. Per l’atto unico di “Cavalleria rusticana”, Enrico Castiglione ha realizzato una scenografia moderna ed insolita. Un simbolo, la Croce, che racchiude in sé tutto il clima tragico della Passione, sentimentale ma anche sacro-religiosa, che avvolge la vicenda collocata nel giorno di Pasqua già nella celeberrima fonte letteraria della novella di Giovanni Verga. E i costumi di Sonia Cammarata hanno sprigionato l’esuberanza della Sicilia, con tutta la gamma dei colori più tradizionali. Applausi a scena aperta anche per il cast, che ha visto il debutto assoluto nel ruolo di Daniela Dessì. La voce vellutata e l’introspezione del personaggio sono doti che ha saputo dispiegare grazie ad un’impostazione registica attoriale molto evidente, che ha visto la Dessì essere attrice sia nel preludio iniziale che nell’acclamatissimo Intermezzo, quando donne vestite di nero hanno prima avvolto la figura di Turiddu e poi, attratte dalla negatività dello stesso personaggio disonorato di Santuzza, hanno avvinghiato la stessa Santuzza. Un personaggio a lungo meditato nella concezione di Castiglione, roso dalla gelosia, ansioso, eppure sempre innamorato, mai ieratico o vendicativo, che nella Dessì ha trovato una straordinaria interprete. Il suo Turiddu è il marito Fabio Armiliato, tenore tra i maggiori dei nostri giorni, celebrato interprete del capolavoro mascagnano di cui ha dato ancora una volta possente dimostrazione, disegnando il ritratto di un uomo imbrigliato negli schemi sociali della sua stessa comunità, che lo condanna ad espiare con il sacrificio la colpa di desiderare ed amare ancora Lola e di aver disonorato Santuzza. E finalmente l’allestimento ha fatto vedere il duello tra Alfio e Turiddu, “il colpo di coltello – come ha dichiarato lo stesso Enrico Castiglione – è ben evidente nella partitura e non può che essere rappresentato prima del celebre grido ‘hanno ammazzato compare Turiddu’. Accanto a loro un cast stellare di cantanti-attori come innanzitutto la bravissima mezzosoprano Giuseppina Piunti, una Lola affascinante e fatale, il baritono Valdis Jansons, un Alfio fiero e risoluto, e e Maria José Trullu, dolente Mamma Lucia, che accoglie alla fine Santuzza con la pietà di una madre. Compatta e dal suono curatissimo, l’Orchestra Sinfonica del Taormina Festival, diretta dalla prestigiosa bacchetta del brasiliano Luiz Fernando Malheiro, con l’accorto e ben presente Coro Lirico Siciliano istruito da Francesco Costa. 

NEL TG90 DI OGGI, 10 AGOSTO, LE IMMAGINI DI “CAVALLERIA RUSTICANA” IN SCENA AL TEATRO ANTICO

 

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