Editoriale dell’avv. Paratore: I postumi della fine di un matrimonio

La dissoluzione del legame matrimoniale non costituisce solo la fine di una storia d’amore importante ma anche di tutto quello che un matrimonio rappresenta a livello psicologico: è la fine di un progetto di vita in cui si era creduto e scommesso, dei sogni per il futuro, di una relazione che si sperava sarebbe durata per sempre e nella quale si è investiti sia emotivamente che materialmente. La fine di un matrimonio rappresenta una delle esperienze più dolorose e laceranti che una persona possa sperimentare nel corso della propria esistenza paragonabile al dolore per la morte di una persona cara.
Dopo la separazione si è segnati nel profondo e se ne esce cambiati.
Costante prima della separazione è il vivere un rapporto di coppia in cui regna la distanza emotiva, l’astinenza sessuale, la totale mancanza di comunicazione oltre, in casi molto frequenti, il subire violenza psicologica e fisica costante: fattori questi  che  già palesano i  sintomi di una relazione compromessa in cui la fiducia si incrina inevitabilmente. Frequente è l’atteggiamento dell’uomo durante le crisi coniugali che anziché andare incontro alle esigenze che la moglie segnala, ripropone testardamente il proprio atteggiamento in quanto a livello inconscio non desidera trattenerLa. Gli atti mancati sono spesso più importanti di quelli manifestati. Durante la separazione il dover affrontare il mondo da soli spiazza ed impaurisce ed è inevitabile il sentirsi rovinata la vita da chi non è stato capace di amare. Forte è la delusione causata da speranze e sogni falliti e per una persona che si è rivelata diversa da come la si era conosciuta all’inizio, e dal tramonto di un disegno d’amore. Alcuni psicologi ritengono sia opportuno cacciare via, con le lacrime, il dolore esprimendo anche tutta la rabbia che si ha dentro.  Riorganizzare la propria vita, le abitudini di lungo corso, le finanze richiede tanta forza interiore che la fine di un matrimonio, mina in maniera importante, inducendo a sprofondare in uno stato di forte depressione. La separazione rappresenta un trauma che apre alla riscoperta della fede, al dialogo con un Dio che dà la forza per non lasciarsi distruggere dallo sgomento per la demolizione di un progetto d’amore non realizzatosi nei fatti. A volte Dio appare lontano,  silenzioso e si ha il dubbio di essere soli davanti ai propri problemi. Frequenti le espressioni “Dio mi ha abbandonato”… oppure “ Perché è successo proprio a me”…… In fondo a ben riflettere anche Gesù ha patito la sofferenza in croce (cfr. le sue invocazioni al Padre: “Allontana da me questo calice! Oppure “ Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato”… In realtà, proprio come ha fatto Gesù, occorre confidare pazientemente in Dio. “La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio” (Gaudium et spes). Fondamentale è educare all’amore coniugale. La preparazione deve avere inizio nell’infanzia, all’interno della famiglia perché è questo il periodo in cui va istillata la stima per ogni autentico valore umano. Ben si comprende come sia importante l’unità della famiglia di origine, il coltivare all’interno della stessa valori di rispetto e di stima, il diffondere la cultura di ideali importanti della vita e non piuttosto l’indottrinare i figli verso valori errati di accumulazione materiale di capitale, di legame col patrimonio, nonché verso atteggiamenti di ostilità, di invidia con il resto del mondo come il ritenere forma di furbizia ingannare il prossimo, o considerare l’altro in funzione di uno scopo : tutti quest’ultimi ideali che porteranno i figli a essere “crudi” nell’amare ed infelici nel lungo termine in quanto affetti da una falsità affettiva che nulla a che vedere con l’amore coniugale in quanto ispirata da scopi diversi dal voler condividere una vita di rispetto, di stima, di AMORE AUTENTICO E SINCERO. L’unico conforto, se esiste,  in tali casi, può forse essere che tutti i rapporti, anche quelli più negativi e più autodistruttivi, hanno qualcosa da insegnare: anche solo a diventare più consapevoli dell’importanza della propria dignità personale che non DEVE essere calpestata da nessuno anche se questa coscienza non allieva lo sconforto per il venir meno di un sogno che si immaginava durasse per tutta la vita.

Avv. SILVANA PARATORE
(avvocato civilista di Messina che si occupa anche di problematiche sociali come la violenza sulle donne, la tutela delle fasce più deboli )

 

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