Roccalumera. Debiti Ato, approvato il piano di rientro

ROCCALUMERA – Il Consiglio comunale ha approvato il piano di rientro di circa 2 milioni e 800mila euro, frutto dei debiti maturati con l’Ato4 rifiuti. L’argomento è passato con i soli voti della maggioranza, mentre l’opposizione si è astenuta in quanto – è stato detto in aula – non ha avuto il tempo per visionare bene gli atti. La riunione si è aperta con una premessa del presidente Antonio Garufi, il quale ha evidenziato che «si sta facendo una corsa contro il tempo per vedere se ci sono ancora i margini di vederci approvare il Piano in argomento dalla Regione, i cui termini sono scaduti 8 mesi addietro. Se non otterremo una risposta positiva – chiosa il massimo esponente dell’assemblea – il dissesto sarà inevitabile, ecco perché ho convocato la seduta d’urgenza».
Il piano era approdato in aula a dicembre ma era stato cassato per incongruenze di natura contabile. L’amministrazione eletta lo scorso giugno e guidata dal sindaco Gaetano Argiroffi all’indomani dell’insediamento ha aperto un dialogo con la società d’ambito. Gli incontri sono stati seguiti in particolare dal vicesindaco, Biagio Gugliotta. Di concerto con l’Ato si è stabilita la strada da seguire, con la speranza che la Regione aggiunga anche Roccalumera agli altri 21 enti locali jonici morosi con l’Ato4, accettandone il Piano di rientro. L’intesa già raggiunta dalla Regione con le 21 amministrazioni joniche è finalizzata alla concessione di risorse finanziarie attraverso una anticipazione di cassa a tutti gli enti locali che ne hanno fatto richiesta nel 2012. L’operazione consentirà ai Comuni di saldare il debito con l’Ato. Almeno quello certificato fino al 31 dicembre del 2011. La somma, impignorabile, sarà erogata dalla Regione in cinque annualità e i Comuni dovranno restituirla in 10. Gli amministratori roccalumeresi ci sperano: «Lunedì – sostiene Garufi – tutta la documentazione sarà a Palermo, riteniamo che qualche possibilità possa esserci».
La minoranza nel corso della seduta aveva proposto un emendamento all’ordine del giorno che era stato accettato e approvato all’unanimità. Ma al momento di esitare la proposta nella sua globalità. «Il comportamento della minoranza – ha concluso il presidente Garufi – non rispecchia quanto dai suoi componenti più volte detto in aula, e cioè di essere una opposizione propositiva e collaborativa. Mi auguro che per il futuro questo atteggiamento possa cambiare ed avere realmente un dialogo diverso».

Leave a Response