Alì Terme. Incarichi e soldi promessi. Il sindaco sporge denuncia

ALI’ TERME – ”Qualcuno ha messo in moto la macchina del  fango nel tentativo di gettare ombre sulla nostra lista e in particolare sul sindaco uscente Lorenzo Grasso, che in questa tornata elettorale è candidato al Consiglio”. Lo ha detto l’avv. Tommaso Micalizzi, componente della compagine ”Alì Terme nel cuore” che affianca l’imprenditore termale Giuseppe Marino nella corsa per la conquista della massima carica a Palazzo comunale. ”Fin dalla vigilia ci eravamo augurati che questa fase delle elezioni si mantenesse nell’alveo della massima correttezza – aggiunge l’avv. Micalizzi – ma purtroppo dobbiamo amaramente constatare che ci sono elementi di disturbo che insistono nel veicolare accuse tendenziose e false nei nostri confronti”. Insomma, quando tutto sembrava girare nella normalità grazie anche al buonsenso dei due candidati a sindaco, Giuseppe Marino e il  dott. Antongiacomo Rizzo (”Alì Terme,  costruiamo futuro”) ecco profilarsi uno scenario che lascia perplessi e finalizzato ad alzare i toni della campagna elettorale. In una denuncia presentata contro ignoti ai carabinieri della locale caserma, l’uscente primo cittadino Lorenzo Grasso racconta i dettagli di un episodio inquietante. ”Il 26 maggio scorso, alle 20,30, ero in compagnia di mia figlia  di pochi anni quando – si legge nelle dichiarazioni rese da Grasso ai militari dell’Arma – sono stato avvicinato  nella piazzetta sovrastante il torrente Alì, da un uomo dall’apparente età di 60-65 anni, che non avevo mai visto prima. Una volta avvicinatosi, mi ha detto con  tono deciso di non ”fare proclami dal palco e che dovevo condurre una campagna elettorale pulita, senza distribuire soldi e pagare bollette in cambio di voti”. Grasso dice che lo sconosciuto l’avrebbe poi apostrofato con un  ”si vergogni  per aver cercato di convincere un candidato dell’altra lista a ritirarsi dalla  competizione, promettendogli due incarichi professionali, uno di 3 mila euro e un alro di settemila, tanto queste cose si sanno in paese”. Grasso sostiene di non aver avuto il tempo di replicare perché l’uomo si era subito allontanato. ”Non ho denunciato l’accaduto quella stessa sera – rileva l’uscente sindaco – in quanto ho voluto  riflettere se renderlo pubblico o no per evitare facili allarmismi. Poi però ho pensato di informare i carabinieri perché ritengo che ci sia il pericolo che qualche cane sciolto continui a far dilagare il sospetto al fine d’intimorirci. E’ abberrante mettere in atto manovre del genere che mi fanno pensare alla pianificazione di vere imboscate per ”sporcare”  il nostro impegno in questa tornata elettorale. Sono indignato e amareggiato. Mi auguro – ha concluso Grasso – un più severo controllo di legalità, condizione necessaria per la salute della democrazia ad Alì Terme in questo delicato momento della politica locale”.  Per l’avv. Tommaso Micalizzi nei confronti dello sconosciuto che ha dato ”consigli” a Grasso, si configura il reato di ingiuria per offesa all’onore e al decoro della persona del sindaco ancora in carica.  Intanto sul fronte  politico, da questa sera inizia la tre  giorni di comizi in piazza Nino Prestia con gli interventi dei candidati sindaco Peppe Marino  e Antongiacomo Rizzo.    

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