Taormina. Impregilo contesta il collaudo parcheggi

TAORMINA – IL collaudo parcheggi, effettuato qualche mese addietro a Taormina, e al termine del quale è stato sancito che Impregilo deve alla Perla ben 39 milioni di euro sembra non turbare i sonni della ditta milanese. Le presunte inadempienze nei lavori eseguiti da Impregilo, che sono state riscontrate dai collaudatori, secondo l’impresa non sussisterebbero. C’è da dire che il collaudo non è ascrivibile in bilancio, si tratta di un atto unilaterale a cui Impregilo, come prevedibile, si è adesso opposto. Ma Palazzo dei Giurati non ha intenzione di desistere: qualora il collaudo dovesse essere dichiarato valido, il dissesto sarebbe scongiurato. I collaudatori rimangono fermi sulle loro posizioni e confermano l’esito del sopralluogo: secondo i tecnici ci sarebbero delle clamorose inadempienze commesse dalla Impregilo. La ditta milanese, nonostante il decreto ingiuntivo con esecutività provvisoria da 25mln di euro disposto dal tribunale di Taormina in suo favore, non batte cassa al Comune. A frenare le legittime pretese di Impregilo sarebbero le evidenti difficoltà finanziare in cui versa la Perla: se la ditta milanese dovesse forzare la mano rivendicando le somme il comune potrebbe essere costretto a dichiarare il dissesto. Nel caso in cui si verificasse questa eventualità, per legge la stessa Impregilo percepirebbe solo il 40% delle somme, pari a circa 10milioni sui 25mln disposti da tribunale. Una delle tante patate bollenti che andrà a finire nelle mani della nuova amministrazione.

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