Bando per il settore turistico, Sebastiano De Luca: “Graduatoria a rischio”

Sarebbe a rischio ricorsi la graduatoria relativa alla misura 3.3.1.4 del Po Fesr 2007-2013, bando pubblico per l’attivazione, la riqualificazione e l’ampliamento dell’offerta ricettiva locale a favore delle piccole e medie imprese operanti in Sicilia nel settore turistico. Lo sostiene Sebastiano De Luca, componente del Board Nazionale dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi e Presidente di Confindustria Turismo della Provincia di Messina. De Luca si dice “seriamente preoccupato perché i ricorsi bloccherebbero l’assegnazione di circa 125milioni di euro che porteranno un po’ di ossigeno e consentiranno all’industria dell’ospitalità di adeguarsi agli standard qualitativi richiesti dal mercato turistico internazionale. De Luca si rivolge all’assessore Linda Vancheri, “che è stata -a suo dire – molto attenta ai problemi che stanno attraversando le piccole e medie imprese, facendo pubblicare la tanto attesa graduatoria. “Bisogna tuttavia dire – spiega il presidente di Confindustria Alberghi – che c’è qualcosa che non convince per quanto riguarda il punteggio assegnato ai progetti ammessi. Non è assolutamente il caso di fare polemiche, ma il problema sta nell’assegnazione che è stata fatta di un ricco punteggio ai progetti che si trovano in quelle che sono state identificate come aree ricadenti in borghi marinari. Tale punteggio ha consentito a molti progetti di superare quelli che, in precedenza, erano avanti nella graduatoria”. Secondo De Luca il decreto per l’assegnazione dei punteggi ai progetti dei borghi marinari è arrivato fuori termine massimo e risulterebbe illegittimo. “La situazione – ha aggiunto Sebastiano De Luca – va chiarita e definita prima dell’approvazione da parte della Corte dei Conti. Sarebbe opportuno provvedere a fare scorrere la graduatoria dei progetti, utilizzando le ingenti risorse disponibili dal piano operativo e finanziare tutti i circa 500 progetti presentati, anche quelli aventi diritto ed esclusi. Purtroppo, il rischio è che si inneschino una serie di ricorsi. Serve buon senso e riconoscere che è stato seguito un iter sbagliato”.

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