Taormina. Ex pretura. Tutto rinviato al 20 marzo

TAORMINA – Qualora il contenzioso relativo all’ex pretura non dovesse risolversi come Palazzo dei Giurati spera, il dissesto finanziario sarebbe inevitabile ed immediato. Era attesa per ieri la decisione del Tribunale: tutto però è stato rimandato al 20 marzo prossimo. E’ allora che si conosceranno le sorti dell’ennesima querelle giudiziaria che potrebbe costare al comune della Perla un milione e 200mila euro. La ditta “Progetto R” si è opposta al provvedimento adottato il 9 gennaio scorso dal Tribunale di Taormina e che disponeva  l’immediata sospensione dell’ esecutività del decreto ingiuntivo nei confronti del Comune. La vicenda che riguarda l’ex pretura ha radici lontane e riguarda dei lavori che non sono mai stati pagati dal municipio. Da qui arrivati negli anni si è giunti al pignoramento dei locali di corso Umberto che era stato momentaneamente bloccato con l’avvio della procedura del predissesto. Dopo la revoca dell’atto, i creditori sono tornati a bussare alle porte di palazzo dei giurati rivendicando legittimamente le somme vantate. L’ordinanza del giudice aveva sospeso l’immediata esecuzione “fino all’approvazione o diniego del piano di riequilibrio”, che poi appunto non c’è stato. Il giudice però ha rinviato la causa al 20 marzo. Qualora il tribunale dovesse accogliere la richiesta della ditta progetto R, sarebbe il colpo di grazia per le già agonizzanti casse comunali. Il debito di 40 mln di euro maturato dall’ente sembra ormai irrecuperabile. Una data importante quella del 20 marzo, ma la decisione più attesa è quella della Corte dei Conti che dovrà decidere se accogliere o meno la delibera di avvenuta revoca del predissesto  che, a questo punto,  rappresenta l’unica speranza di salvezza per Taormina che ormai è ad un passo dal baratro.

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