Taormina. Revoca del pre-dissesto, sfumano 3milioni di euro

TAORMINA – A poco sarebbero serviti i 3 mln di euro che il Ministero dell’Interno avrebbe inviato al comune di Taormina qualora il Consiglio comunale non avesse revocato il predisse sto. A Palazzo dei Giurati è stata recapitata una nota nella quale il dicastero ha comunicato la somma che sarebbe stata messa a disposizione qualora l’ente locale avesse dichiarato il predissesto: la cifra ammonta a 3 milioni 322  mila e 800 euro ed è stanziata in base al numero di abitanti che a Taormina non raggiunge gli 11mila. “Considerando che l’ammontare delle richieste di anticipazione pervenute – si legge nella nota del ministero dell’Interno – superano la dotazione annua del Fondo in oggetto, si è resa necessaria una ripartizione in quota percentuale uguale per tutti i Comuni richiedenti. Sulla base di tale ripartizione – si legge ancora nel documento – la quota effettivamente attribuibile al Comune di Taormina ammonta a 2 mln 712 mila 351 euro”. Questo dunque il responso del dipartimento per gli affari interni e territoriali – direzione centrale della finanza locale. La somma non arriverà mai a palazzo dei Giurati, ma in ogni caso i 3 milioni di euro a poco sarebbero serviti, considerando che il debito complessivo del comune ammonta a 40 milioni di euro. Non si esclude, a questo punto, che la Corte dei Conti possa chiedere alla Perla di procedere direttamente alla dichiarazione di dissesto. E in quel caso il Ministero invierebbe tre funzionari con funzioni commissariali che saranno incaricati di gestire il debito maturato. Certo è che la nuova amministrazione si troverà una patata bollente tra le mani e pochi margini di manovra nella gestione della cosa pubblica. Il sindaco Mauro Passalacqua all’interno della delibera che è stata approvata nell’ultimo consiglio e con la quale è stata sancita la revoca del predissesto, ha specificato che “qualora il termine previsto per l’approvazione del bilancio di previsione 2013 – cioè il 31 giugno prossimo – non si registrino esiti positivi nei vari contenziosi in atto, l’ente procederà alla dichiarazione di dissesto”. Il prossimo governo della città insomma avrà un bel da fare. Palazzo dei Giurati è entrato in un circolo vizioso da cui non riesce più ad uscire. Recuperare la situazione finanziaria sembra ormai impossibile. L’unica soluzione che avrebbe potuto dare respiro alle casse comunali era la possibile vendita di immobili di proprietà dell’ente locale, ma in questa fase, la normativa vieta anche questa possibile manovra. Si dovrà attendere il 2014 per dismettere qualche immobile, ma a quel punto forse non sarà più necessario.

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