Nizza. Depuratore, la minoranza al sindaco: “Dica la verità ai cittadini”

NIZZA – Esplode la polemica dopo la revoca da parte della Regione dell’autorizzazione allo smaltimento delle acque reflue depurate in mare. La minoranza si augura che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda. Il gruppo “Cambia Nizza” ha invitato il sindaco Giuseppe Di Tommaso ad aprire il faldone contenente le innumerevoli corrispondenze tra il Comune ed il Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei rifiuti e a dire tutta la verità ai cittadini. “Abbiamo controllato – dichiarano i consiglieri di opposizione- il decreto con cui è stata revocata l’autorizzazione allo scarico di acque reflue depurate. Dal carteggio si evince che il problema risale al giugno del 2010, quando i tecnici incaricati al campionamento di refluo hanno evidenziato il superamento dei limiti di alcuni valori. Il Comune – aggiunge la minoranza – è intervenuto solo a giugno del 2012, con una determinazione in cui si provvedeva a predisporre strumenti utili a sanare la situazione con impegno di spesa pari a 49mila 500 euro. Ora veniamo a sapere – prosegue la minoranza – con una determina del Tecnico del Consorzio Depuratore Consortile datata 6 febbraio 2013, quindi dopo lo stop imposto dalla Regione, che non sono stati mai forniti i misuratori di portata ed i prodotti biologici.”.
La minoranza sostiene che nonostante il pressante invito ad un sopralluogo congiunto ed un’apposita interrogazione consiliare, risalente al 3 luglio scorso, il sindaco ha sempre rassicurato i cittadini. Ora – concludono i consiglieri di minoranza – chiediamo di conoscere direttamente dalla sua voce in che modo sono state smaltite in questi anni le acque inquinate provenienti dal depuratore consortile e dove si stanno smaltendo in questo momento, visto il blocco imposto dal Dipartimento Regionale.

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