Taormina. Tasse non riscosse per 19milioni di euro. Lo sfogo di Raneri

TAORMINA – Una somma che qualora potesse essere recuperata riuscirebbe a risolvere parte dei problemi finanziari di Palazzo dei Giurati. Stiamo parlando dell’esorbitante cifra, pari a 19 mln di euro, delle mancate riscossioni sui tributi, registrati negli ultimi 20 anni. La stima è stata fatta dagli uffici comunali e si riferisce a tasse non riscosse dalla concessionaria dell’ente su Tarsu e Ici, ai quali ora si aggiunge la nuova Imu. Colpa in parte anche della crisi economica che ha messo in ginocchio cittadini, operatori turisti e albergatori impossibilitati a pagare i balzelli che a Taormina hanno raggiunto le aliquote massime. Per i ruoli Tarsu in riscossione ecco il quadro: esercizio 2002 residuo 905mila 328 euro; esercizio 2003 Un milione 029 mila 544 euro; anno 2004 Un milione 091 mila 703 euro; per fare qulache esempio. Per poi arrivare all’ anno 2011 con un residuo di Un milione 885 mila 252 euro; anno 2012 2 milioni 748mila 525 euro. A queste cifre si aggiungono ulteriori due importi di 145 mila 052 euro e 29 mila 578 euro. Il totale è di 16 milioni 715 mila 614 euro. Il carico iniziale per le annualità in oggetto era di 30 milioni 988 mila 408 euro e dunque la percentuale media a residuo è del 53%. Per quanto riguarda l’Ici, la situazione non è certo migliore: ci limiteremo ad elencare i dati degfli ultimi anni: per il 2001 si calcola un residuo di 7 mila 180 euro; anno 2002 3 mila 256 euro. Infine: sempre dal 98 al 2001 conteggiati 111 mila 683 euro; dal 2000 al 2002 172 mila euro; e dal 2004 al 2007 80 mila 894 euro. Il totale è, dunque, di Un milione 017 mila 974 euro, a fronte di un carico iniziale di Un milione 906 mila 848 euro. E anche in questo caso la percentuale di residuo è del 53%. Tarsu e Ici non riscossi ammonterebbero pertanto a circa 17 milioni 730 mila euro. Numeri che, sommandosi agli altri macigni che pendono sul capo del comune, si sarebbero potuti arginare solo con un piano di predisse sto. Ma il consiglio ha accolto favorevolmente la proposta di revoca del piano di riequilibrio finanziario proposta dalla Giunta.  “I numeri – ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri – parlano da soli e allora bisognerebbe vedere perché sulla base di questo ed altri aspetti non si è voluto fare il piano di predissesto in Comune. Agli enti locali è stata data dal governo Monti una possibilità di evitare il dissesto con il piano di riequilibrio. E’ evidente . – conclude Raneri –  che Taormina non l’ha sfruttata, mentre altri comuni italiani e siciliani si sono attivati”.

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